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Storia di un uomo nato per comunicare

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  • Storia di un uomo nato per comunicare

    Molti di voi mi conoscono già, altri non hanno idea di chi sono. Mi sembra giusto e doveroso presentarmi bene nel forum che mi vede come amministratore. Non voglio farlo in prima persona. Ho paura di sembrare spocchioso. Verena di Pubblitek, quasi un anno fa aveva scritto questo articolo che non è mai stato pubblicato. L'ho ripescato dai miei archivi pronto ai vostri commenti.

    IL RE DELLA COMUNICAZIONE

    Giovanni Re: da studente di matematica a coordinatore dei training center Roland. Parte I: storia di un uomo nato per comunicare


    È un fiume in piena: uno di quei fiumi dai mille affluenti e dall'estuario amplissimo. Scorrendo impetuoso nel suo letto trascina con sé tutto ciò che gli capita, per gettarsi infine nel mare aperto che lo accoglie, in quell'Oceano Blu che lui, con il suo impegno ed i suoi innumerevoli interessi, cerca costantemente di indicare a chi lo circonda.

    Giovanni Re è, per così dire, il papà dei corsi Roland che oramai riscuotono successo non solo in l'Italia, ma, con i vari seminari proposti al pubblico, nel mondo intero. Ed è curioso che dei corsi o seminari, che nascono con il pretesto di insegnare agli operatori come sfruttare al meglio tutte le potenzialità dei macchinari Roland, suscitino l'interesse non solo dei clienti di questa nota azienda del mondo della comunicazione visiva, ma anche di chi si ritrova proprietario di macchinari prodotti dalle ditte della concorrenza. Per capire meglio il meccanismo che alimenta questo motore abbiamo intervistato la mente creatrice (e creativa) di questo fenomeno firmato Roland: Giovanni Re si racconta a Pubblitec.

    Come spesso accade nelle carriere di molte persone, tutto ha inizio per caso, il quale, mescolato ad un pizzico di intraprendenza ed intuito porta, fra alti e bassi, a risultati a volte insperati ma molto soddisfacenti. Nel 1985 Giovanni Re è un giovane studente iscritto alla facoltà di matematica: accanto agli studi coltiva la sua passione per le arti grafiche utilizzando le tecniche classiche quali disegno ed illustrazione. Gli capita di dover creare un manifesto e di presentarne la bozza ad un'agenzia pubblicitaria: colpiti dal talento di questo giovane ragazzo, l'agenzia lo assume in seguito ad un colloquio. Re lascia gli studi ed incomincia a lavorare come grafico pubblicitario in quella che in realtà era una serigrafia, cartellonistica, insegnistica … – l'agenzia si occupava insomma di ciò che oggi definiamo, in senso ampio, comunicazione visiva. Naturalmente l'utilizzo del computer non era ancora ai livelli odierni, si lavorava a mano, vale a dire per i cartelloni pubblicitari e le insegne le lettere si disegnavano con carta gommata sul flex, le si tagliavano con il taglierino, le si spellicolavano –

    da lì il passo ai trasferelli fu breve ed infine anche il computer prese il sopravvento in questo mondo che fino ad allora era davvero più o meno esclusivamente artigianale. Re continua la sua formazione in una tipografia/litografia, dove si occupa di prestampa e lavora con la reprocamera, ampliando la sua esperienza anche in fatto di camera oscura. Infine egli approda in una cartotecnica in qualità di responsabile di produzione: plastificazione, fustellatura, incollaggio, offset, 5° colore, verniciatura UV, sono all'ordine del giorno. Re dai mille interessi, Re che si lancia con passione nei lavori che apparentemente non hanno alcun minimo comun denominatore: "Alla fine ho cercato qual'era l'elemento comune in tutto questo, il perché della mia passione per la matematica, per la grafica, per la stampa, e, perché no, anche per la musica. È la comunicazione! Ho scoperto che era quella la mia forte passione: vi sono forme di comunicazione universali quali il disegno, la musica ed anche la matematica che in qualsiasi lingua sono sempre quelle, diverse fra loro ma tutte appartenenti ad un'unica, grande famiglia!"


    Già prima che il computer incominciasse a diventare davvero indispensabile per rimanere al passo coi tempi, Re se ne interessa: alla ricerca di uno strumento di lavoro dalle potenzialità elevatissime che gli permettesse le più svariate applicazioni egli, pur andando controtendenza, scarta Macintosh e sceglie di lavorare con il PC. "Io cercavo il software: ero abituato a trattare la lettera come linee e curve l'unico software che mi consentisse di mettere un testo sul tracciato e convertire tutto in nodi era un programma appena lanciato sul mercato - CorelDRAW 1, della Corel Corporation canadese. E quindi nel '89 ho fatto un bel mutuo, ho comprato software, computer e tutto il necessario per iniziare questa nuova avventura", racconta Re con un filo di emozione ricordandosi quel momento di decisione importantissima nella sua vita. "Dentro il pacchetto c'era un cartoncino che recava scritto 'Partecipa anche tu al concorso di grafica: Corel World Design Contest'. E ho partecipato: tanto il cartoncino era lì, il disegno ce l'avevo già pronto e quindi ho spedito tutto in Canada. Era l'anno in cui avevo cambiato un sacco di cose nella mia vita, mi ero sposato, aspettavamo la prima figlia… Può immaginarsi la gioia nel ricevere un attestato che decretava la mia persona vincitore del concorso come primo d’Italia, accompagnato da un assegno di mille dollari!" Ma non finisce qui: poco dopo a Re viene comunicato che è stato giudicato quale secondo migliore grafico del mondo ed intasca un assegno da 5.000 dollari. "Ho deciso di fare shopping: computer, una stampante a colori a trasferimento termico - in quel periodo erano dei 'gioiellini' veramente incomprabili, incomprabili", ripete Re e continua ad illustrarci il suo successivo colpo di fortuna. "La Corel in quel periodo cercava un rappresentante in Italia: è così che io sono diventato per così dire la faccia italiana Corel. Con un collega ho aperto dunque a Roma un centro servizi il cui punto forte era l'assistenza tecnica ai clienti Corel." Durante i 7 anni di attività a Roma, Re ed il suo collega organizzano dei corsi:"La formazione non è stata mai abbandonata. Abbiamo messo in piedi dei corsi pratici sull'uso vero e proprio dei programmi Corel - non tanto improntati sul tecnico e sui file modifica, copia incolla, quanto piuttosto sulle applicazioni reali: qual'è il fine ultimo di chi utilizza il programma, qual è il lavoro che si vuoi realizzare, qual'è la strada adatta per ottenere il miglior risultato possibile. Organizzavamo le dimostrazioni pratiche con il supporto di periferiche di stampa e di taglio come i plotter Roland."

    Nel 2003 la Corel decide di spostare tutti i suoi uffici a Londra e di chiudere quelli in Italia. Re si ritrova senza lavoro, ma non si perde d'animo: per prima cosa egli stila una lista di persone da contattare e sceglie come criterio di priorità il rapporto umano venutosi a creare con loro. "La prima persona che ho chiamato è stata proprio Picchio della Roland, il quale – ma guarda tu i casi della vita – mi disse:'Ti devo parlare pure io - vorrei organizzare dei corsi alla Roland'. Ci siamo messi d'accordo in 5 minuti. Non abbiamo mai parlato di soldi, anche perché io ho sempre visto il riscontro economico come una conseguenza di quello che uno fa … ".

    Ed è così che inizia l'avventura del training center Roland, di cui parleremo nella prossima edizione di Pubblitec: un'avventura che da subito si è trasformata in un fenomeno apprezzato dai partecipanti. Non poteva essere diversamente – dietro le quinte si muove una persona alla continua ricerca di esperienze ed informazioni al fine di poterle poi trasmettere a chi la circonda: "Ho aperto un blog su Blogger, dove metto a disposizione di tutti ciò che vedo, imparo e vivo e le sensazioni che ne scaturiscono, con l'unico scopo di condividerle, in modo tale che chi vuol crescere o arricchirsi leggendo i miei resoconti possa farlo! Bisogna assolutamente tenere gli occhi aperti, carpire informazioni, aggiornarsi: per quel che mi riguarda, io non vado a letto la sera se non ho imparato qualcosa di nuovo - questo è un concetto che voglio trasmettere a tutti quelli che conosco perché alcuni si sono fermati o tendono a fermarsi strada facendo..."Questa è una palese dimostrazione del fatto che chi sfrutta in maniera intelligente la propria curiosità e la voglia di agire arriva lontano, molto lontano. Re è tornato da poco dall'America, dove ha assorbito come una spugna tutte le impressioni che lo hanno colpito ed incuriosito: "Ho seguito dei corsi sui LED: vorrei applicare questa tecnica alla stampa digitale – non so ancora come, ci sto lavorando, ma in qualche modo farò! Di idee da sviluppare ce ne sono tante, chi aspetta è perduto!"." Abbiamo promesso di presentare un personaggio particolare, un fiume in piena: Re non sta mai fermo, 1000 ne pensa, 2000 ne fa. Chiudiamo l'intervista chiedendo a Re tre caratteristiche fondamentali che distinguono una buona comunicazione: "Semplicità, eccellenza e si deve imprimere nella memoria." Tre caratteristiche che rispecchiano in pieno il Re della comunicazione.

    Verena Benedetti



    Disegni, dipinti, illustrazioni vettoriali, bitmap e 3D

    Giovanni Re Blog

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    Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere!
    Giovanni Re
    Community Manager
    ROLAND DG Mid Europe

  • #2
    "Papà castoro raccontaci una storia..."...era più o meno questa la mia richiesta quando quel giorno ti chiesi di raccontarmi la tua storia (questa storia) dal vivo. ero lì con le orecchie bene aperte curiosa di sapere, di scoprire. ho sempre amato le storie...lo dicevo ieri a maxx, i "c'era una volta" mi emozionano, ti fanno scoprire lati di qualcuno che sino a quel momento non conoscevi. "son partito da..." "ho scoperto che..." "ho scelto di..." "ho continuato con..." "ho incontrato lui..."
    si arriva ad un punto in cui hai desiderio ma anche necessità di conoscere chi era quella persona prima del vostro incontro, perché? perché le persone sono importanti, il modo in cui vi siete conosciuti anche, come si è evoluto il vostro rapporto anche...ma è più importante la storia che è dietro ognuno di noi, perché è solo grazie a quella storia che c'è stato il vostro incontro.

    con stima, cata

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    • #3
      Non essere timido...dicci anche tu qualcosa della tua storia...Quando l'hai raccontata al corso, magari era meno in stile Forbes, ma era più divertente...

      Mi permetto solo di osservare che quello che accomnuna i tuoi interessi più che la comunicazione è la struttura ( anche la comunicazione risponde ad una struttura, lo sai meglio di me...) ....

      Dal mio punto di vista in realtà tu sei molto vicino alla scuola linguistica di Praga, che alla Bauhaus...e quindi ritengo tu sia fondamentalmente un filosofo( e questo viene fuori anche dalla passione con cui fai il formatore...)...che però invece di produrre enunciati, applica la sua visione del mondo ai più svariati oggetti...che sia un pianoforte, un foglio a quadretti o un taglierino...

      Hai la mia stima, Generale...
      Alcune persone cercano la verità. Altre cercano solo di avere ragione.

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      • #4
        Grande Giò...storia bellissima e veramente interessante..l'ho letta tutta d'un fiato, e mi fa veramente piacere conoscerti..perchè so che da una persona come te si può sempre imparare tanto e dico tanto.

        Tanta tanta Stima
        Silvana - GRAPHIC CREATION - Me

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        • #5
          l'unica cosa che posso aggiungere....

          che sono ONORATA di aver potuto conoscere nella mia vità una gran persona...colta, preparata, saggia....ma soprattutto di gran umanità!!
          il RE dei nostri tempi...

          Tamara
          TAMpointdigital
          San Floriano Vr - <span style="font-size:8px"><i>tampo....it</i></span>
          La felicità non è volere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha. (O.Wilde)

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          • #6
            Non so se l'hai notato Giovanni, ma quando ho avuto la possibilità di parlarti anche al telefono o vederti, ho sempre cercato di "capirti", come faccio con tutti.
            Ho notato che non ascolti passivamente, purtroppo come tanti, ma cerchi di cogliere, in qualunque genere di persona ti parla, e in qualunque parola ti dica, qualcosa da cui prendere spunti per la conversazione o per il lavoro.

            E mi sembrava di vedere un bambino che ascolta una storia raccontata dal nonno, che stà attento, cercando di rivivere quella storia.
            Credo che questa è un po' una "malattia" di chi fa il nostro lavoro, capire gli altri per comunicare al meglio, ma non credo che arriveremo mai ai tuoi livelli.

            Sono contento però aver avuto la possibilità di conoscerti e spero di continuare a relazionare con una grande persona quale sei.

            Grazie

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            • #7
              Originalmente inviato da Atlantico sas Visualizza messaggio
              tu sei molto vicino alla scuola linguistica di Praga, che alla Bauhaus...e quindi ritengo tu sia fondamentalmente un filosofo
              Francesco, non conosco la scuola linguistica di Praga ma sono onorato di farne parte.

              Mi sono accorto che quello che fai viene classificato quasi sempre dopo averlo fatto. Leggendo libri di guri vari ti ritrovi in quella o quell'altra corrente.

              Il bello è che tu l'hai già fatto senza essere cosciente di quello che facevi, stavi solo perseguendo il tuo ideale e il tuo modo di vedere le cose.

              Comprese le nuove correnti del marketing che parlano di vicinanza agli utenti e tante cose che facciamo per la sola voglia di farle!

              Che figata....

              P.S. Dammi qualche indicazione per approfondire l'argomento.
              Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere!
              Giovanni Re
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              • #8
                scaricato il profilo e lo leggo con calma. ci sarebbe molto da dire
                ---------
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                • #9
                  Originalmente inviato da giovannire Visualizza messaggio
                  Francesco, non conosco la scuola linguistica di Praga ma sono onorato di farne parte.

                  Mi sono accorto che quello che fai viene classificato quasi sempre dopo averlo fatto. Leggendo libri di guri vari ti ritrovi in quella o quell'altra corrente.

                  Il bello è che tu l'hai già fatto senza essere cosciente di quello che facevi, stavi solo perseguendo il tuo ideale e il tuo modo di vedere le cose.

                  Comprese le nuove correnti del marketing che parlano di vicinanza agli utenti e tante cose che facciamo per la sola voglia di farle!

                  Che figata....

                  P.S. Dammi qualche indicazione per approfondire l'argomento.
                  Mi trovi d'accordissimo su questo e ne ero talmente sicuro da lasciarlo sottointeso...Ho azzardato un accostamento solo per darti un'idea dell'oridine di idee in cui mi sembra di ritrovarti più spesso, e aggiungo che trovo la capacità di " astrazione" uno dei segni più evidenti di intelligenza in senso proprio ed etimologico, quel tipo di intelligenza con cui si riesce a capitalizzare sia la cultura che l'esperienza ( anche queste in senso proprio ed etimologico...). ( troppe volte si confonde l'intelligenza, con la cultura...o peggio ancora con la furbizia...).

                  Questo mi fa trovare d'accordo con l'affermazione che segue:

                  Originalmente inviato da GPDesign Visualizza messaggio
                  Ho notato che non ascolti passivamente, purtroppo come tanti, ma cerchi di cogliere, in qualunque genere di persona ti parla, e in qualunque parola ti dica, qualcosa da cui prendere spunti per la conversazione o per il lavoro.
                  E mi sembrava di vedere un bambino che ascolta una storia raccontata dal nonno, che stà attento, cercando di rivivere quella storia.
                  Questa che cita GP è una qualità più rara di quanto non si creda...è forse uno degli aspetti del mio carattere sul quale ho cercato di lavorare di più, senza peraltro risutati degni di nota...Se una persona mi dicesse queste frasi che ti ha detto GP, mi commuoverei..


                  Per quanto riguarda la "dritta" credo sia sufficiente citarti uno degli esponenti di riferimento :Ferdinand de Saussure, il quale ha dato una definizione di "segno" che potresti trovare molto interessante...Da li poi, se la cosa ti intriga troverai sicuramente la tua strada , che quasi sicuramente ti riporterà a fino a Barthes...( e tutto torna...)
                  Alcune persone cercano la verità. Altre cercano solo di avere ragione.

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                  • #10
                    Caro Gio',
                    ho letto questa storia che in gran parte già conoscevo, per aver avuto l'onore di ascoltarla direttamente dal protagonista, è comunque interessante trovarla scritta da chi della scrittura ne ha fatto un mestiere.
                    Mi allaccio a questa storia per raccontare un aneddoto che mi è successo 2 giorni fa, di cui tu con la tua storia, direttamente o indirettamente, ne sei causa ed effetto:
                    Mi trovavo in Puglia per un matrimonio ed un amico del forum prova a chiamarmi al cellulare, ma ce l'ho spento per la cerimonia a cui partecipo.
                    Quando riprendo possesso della linea vedo la chiamata e rifaccio il numero,
                    mi risponde:
                    -amico mio siamo a Roma con mia moglie e avevamo il desiderio di incontrare te e la tua famiglia -
                    - Azzolina - rispondo io - sono fuori - e rosico come un pazzo per l'occasione sfuggita
                    E lui mi risponde che gli dispiace ma che non mancherà l'occasione di vederci quanto prima...
                    Ed io sono convinto che sarà così ...e prima di quanto si pensi.
                    E' una cosa splendida che mi è capitata e che senza di te sono convinto non sarebbe successa.

                    Con la stima e l'amicizia che cresce sempre di più...

                    Comment


                    • #11
                      Senza parole... ma fiero, onorato e felice di averti conosciuto .... mio RE

                      un caro saluto

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                      • #12
                        finalmente ho trovato il tempo di leggermi con calma la tua storia ... bella complimenti!
                        sara
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                        • #13
                          Oramai è da qualche tempo che ci conosciamo, chissà perchè da subito al ns. primo corso scatttò quell'empatia inspiegabile, in un ambiente per noi strano ma che ci incuriosiva. Parte della tua storia la conoscevamo, ora abbiamo un quadro un po' più ampio e sinceramente non credevo avessimo un punto in comune come gli studi tecnici. Ringraziamo prima Corel e poi mamma Roland per aver creato uno spazio intorno ad una persona. Uno zampillo di idee, un trascinatore, un motivatore. La persona giusta nei momenti di stanca. Il rapporto umano e professionale di stima, spero reciproca , che ci lega è il filo conduttore che fa scegliere un'azienda piuttosto che un'altra, un seminario piuttosto che un altro, un viaggio piuttosto che un altro. Ecco quale potrebbe essere il senso della vita...
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                          • #14
                            che storia ! Grande Mr Re!

                            Un abbraccio
                            Giovanni
                            Sciaooo
                            [SIZE="1"][/SIZE][COLOR="Navy"]Giovanni Ragusa[/COLOR]
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                            • #15
                              Letto e riletto... Mi sono convinto che dovremo conoscerci prima o poi (prima...ovvio, il 6 giugno è alle porte!!!).
                              Affascinante il tutto... vedi a volte le casualità, le situazioni...
                              Giò, complimenti!!! Non vedo l'ora di conoscerti di persona.
                              "Only two things are infinite:
                              the universe and human stupidity,
                              and I'm not sure about the former".

                              "Due cose sono infinite:
                              l'universo e la stupidità umana,
                              ma non sono sicuro sulla prima".

                              (Albert Einstein)

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