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Questione prezzi... come risolvere?

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  • #16
    Originalmente inviato da GPDesign Visualizza messaggio
    sarebbe utile sapere per esempio quale maggiorazione in percentale rispetto al prezzo dei prodotti c'è nel settore o in altri simili, fermo restando che poi il lavoro verrà pagato anche in base all'esperienza e alle qualifiche di ognuno

    per esempio, se il prodotto finito si deve vendere almeno al doppio del costo di produzione, più ognuno ci mette il suo di lavoro, ecc.
    io questo per esempio non l'ho mai capito
    Giusta affermazione. Ma anche qui ci sono delle variabili. Esempio se consumo tutto il rotolo di materiale, l'eventuale scarto, la grandezza del lavoro sia in dimensione che in fatturato, ecc.
    Ecco perchè non è semplice ridurre il tutto ad un semplice standard di prezzo.

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    • #17
      Soggettività del valore

      Allego alcune affermazioni tratte da uno studio dell'Istituto Bruno Leoni che condivido radicalmente.

      Il mondo fisico, in cui la matematica e la statistica funzionano egregiamente, sembra qualitativo, ma risponde a leggi matematiche abbastanza precise: possiamo pensare “Il fumo sale verso il cielo”, ma la verità scientifica, per quel che siamo oggi in grado di capire, è che le molecole di fumo seguono una formulazione molto complessa della semplice legge Forza = Massa x Accelerazione.

      L’economia invece sembra all’apparenza governata dalla matematica, poiché la presenza dei numeri è schiacciante, mentre in verità l’aspetto davvero decisivo è assolutamente qualitativo. Per esempio, chi paga un bene a un certo prezzo esprime un giudizio, cioè una preferenza di un bene a un altro. Chi rinuncia all’acquisto giudica migliore la possibilità di risparmiare e scegliere in futuro e così via, senza nessun utilizzo reale della matematica.

      Sorge da qui il pensiero osceno che il prezzo, anche se è espresso in numeri, non abbia nulla a che fare con la matematica. E in effetti il prezzo non è un’unità di misura del valore in senso fisico, come il metro o il chilogrammo per il peso di una cosa. Infatti, il valore non è intrinseco alla cosa che si vende e si compra. Le cose hanno il valore che l’individuo attribuisce loro secondo la rappresentazione del bisogno futuro, sia dal lato della domanda, che da quello dell’offerta: in ultima analisi sono le preferenze individuali e temporali del compratore e del venditore che “fanno il prezzo”, siano esse frivole o dettate dai più sacrosanti motivi della sopravvivenza.

      Il fatto che i prezzi siano espressi in numeri, ha fatto però credere a molti che tali numeri possano essere trattati dalla matematica con la stessa naturalezza con cui si trattano le cose, e che posseggano dunque un’unità di misura. Ma questo è falso. Non disponiamo del coefficiente di trasformazione del prezzo delle patate da Oslo a Palermo, né del coefficiente di trasformazione del prezzo delle carote tra il 1992 e il 2002, alla maniera con cui tra etto e chilogrammo usiamo un fattore 10.

      Il confronto tra i prezzi futuri e passati è un’operazione di enorme complessità che ogni persona compie ogni giorno, ma su basi cognitive assai più larghe, inconsciamente imprenditoriali o incomprensibilmente sentimentali, relazionando i beni alle esperienze e alle contingenze proprie, e in definitiva a quell’irriproducibile caleidoscopio che è la sua vita.

      Possono quattro somme e una percentuale contenere, elaborare e restituire queste informazioni non per una persona sola, il che sarebbe già impossibile, ma addirittura per milioni di individui contemporaneamente, e poi definirsi da sé scienza?

      In altri termini, dietro il numero che rappresenta il prezzo di un bene c’è una valutazione complessa effettuata da individui, e questo fatto rende nulla o decisamente alterata, l’informazione di una fantomatica misura della variazione dei prezzi.

      La matematica non può misurare le manifestazioni dell’uomo.

      L’abbandono della matematica sembra condurre all’incertezza, sebbene in altri campi, come la medicina o la giurisprudenza, per esempio, un uso massiccio della matematica sarebbe considerato folle. Il giudizio individuale turba le anime belle dei positivisti, ma misure dei desideri e delle scelte, come fossero cachi alla pesa, non sono disponibili per definizione.

      I giudizi sono prodotti dagli individui e loro soltanto sono autorizzati a manipolarli, comparando i bisogni e desideri, di oggi e di domani. Solo l’individuo può decidere quale valore dare a un bene, quindi solo l’individuo può dire se un prezzo è, per lui, aumentato o diminuito in relazione alla rappresentazione delle circostanze e alle previsioni personali.
      Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere!
      Giovanni Re
      Community Manager
      ROLAND DG Mid Europe

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      • #18
        è difficile mettersi d'accordo su che prezzo fare...
        io uso dei prodotti che hanno un prezzo X
        magari un'altro artigiano usa un'altro prodotto con prezzo Y...il prezzo sarà sicuramente diverso!!!
        ...ogni giorno sento di nuovi materiali e prodotti o metodi diversi di lavoro...quindi sarà molto difficile fare un listino generale!! e unico...
        sarebbe bello ma praticamente impossibile...

        forse una soluzione provare a fare un listino con un minimo e un massimo così si può avere un parametro di confronto...
        TAMpointdigital
        San Floriano Vr - <span style="font-size:8px"><i>tampo....it</i></span>
        La felicità non è volere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha. (O.Wilde)

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        • #19
          La soggettività del valore è una teoria condivisibile, ma la realtà dei fatti è (in gran parte) un'altra...




          sono stato sempre affascinato dal conoscere a fondo il comportamento umano! Tutti siamo consapevoli di essere di passaggio su questa terra eppure in pochi regolano la propria vita su questa verità essenziale!

          Il paragone è arduo, ma sull'argomento sono pronto a qualsiasi dibattito...
          «Sto lavotando duro per preparare il mio prossimo errore». (Berthold Brecht)
          Creativa
          Produzioni Grafiche
          Via Casilina km 112 - 03032 Arce (Fr)

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          • #20
            Il mondo è bello perchè è vario

            Quanto detto o meglio scritto nel post di Giovanni sia abbastanza esaustivo.

            Con questo non interverrò più sull'argomento per non ripetermi
            (senza polemica me nel rispetto di tutti)

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            • #21
              Sono in DGV a Verona e sto parlando adesso con Emanuele Rizzi, titolare della Ager advision che si occupa principalmente di software gestionale per la stampa digitale.

              Emauele, che presto si iscriverà e supporterà i vostri dubbi in merito a problematiche di prezzo/costo/valore, ha esordito spiegandomi la differenzazione di modello gestionale.

              Pixart e Gescom fanno parte del modello "convertitore".
              File > Stampa > Consegna.
              • Altissimi volumi.
              • Zero servizi.
              • Contatto con il cliente solo via web.


              In questo caso il prezzo (medio) è dato da una banale forumula matematica.
              Prezzo per cliente= 2,5/3 * costo materiale (es:vinile)


              Voi fate parte della categoria dei "fornitori dei soluzione/servizi"
              Curare il cliente dall'inizio alla fine.
              Volumi bassi
              Alta qualità
              Altissima personalizzazione della soluzione/servizio
              contatto con il cliente face to face.

              Il coefficiente di consuetudine in questo caso parte da 4 per arrivare sino a 10 del costo del materiale.

              Sarà Emanuele stesso a spiegarvi che sul mercato si stanno affermando due modelli aziendali:
              1. I convertitori
              2. Gli artigiani tecnologici


              Tu, a quale categoria vuoi appartenere?
              Last edited by giovannire; 09-10-2008, 17:17:34.
              Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere!
              Giovanni Re
              Community Manager
              ROLAND DG Mid Europe

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              • #22
                Dico la mia.
                Per determinare un prezzo relativo ad lavoro oltre che a quantificare le spese vive, i materiali usati, lo sfrido ecc. aggiungo una corposa parte che fa lievitare il costo finale per l'utente.
                Questa corposa parte la prelevo dal mio estro.
                Mi rifiuto di inserire il mio estro in un listino a metro quadro e di conseguenza un bel lavoro di qualità e di impatto deve essere pagato dal cliente.
                Ciao.
                www.multigrafic.it
                La differenza tra un uomo ed un bambino è nel prezzo dei loro giocattoli
                .

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                • #23
                  Originalmente inviato da giovannire Visualizza messaggio
                  Tu, a quale categoria vuoi appertenere?
                  La seconda e ne sono oltremodo consapevole e contento!

                  Mi preoccupa però la commistione con il primo modello che, a mio giudizio, non è sempre chiaro (per motivazioni anche di comodo) ne al cliente e ne, tante volte, agli stessi membri del secondo modello!



                  Vorrei precisare... sono qui per imparare, confrontare e crescere. Non ho verità assolute... ahimè!


                  Aspetto con gioia l'iscrizione di Emanuele Rizzi con un grande BENVENUTO!
                  «Sto lavotando duro per preparare il mio prossimo errore». (Berthold Brecht)
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                  • #24
                    Originalmente inviato da giovannire Visualizza messaggio
                    Sono in DGV a Verona e sto parlando adesso con Emanuele Rizzi, titolare della Ager advision che si occupa principalmente di software gestionale per la stampa digitale.
                    o.t. passa a trovarmi
                    però fammi uno squillo 0457701075
                    TAMpointdigital
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                    • #25
                      Originalmente inviato da giovannire Visualizza messaggio
                      Curare il cliente dall'inizio alla fine.
                      un valore aggiunto non da poco!
                      Fabio

                      -----
                      Art&Graph, Genova

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                      • #26
                        Caro Giovanni,sarò ansioso di sentire cosa ci dirà Emanuele Rizzi (montplast se non erro?)l'analisi fatta la conosco,purtroppo,oggi devo per forza di cose aderire alla seconda opzione(A.T.) sono troppo "vecchio"per tentare la seconda..comunque il loro cash found o come si scrive(risultato economico!!!)è elevato..il mio meno sicuramente sono più bravi di me dal lato economico,come qualità meno ma perchè non è il loro Coor Business..chi vivrà vedrà.
                        Renzo Anselmi -Publiscreen-Orvieto

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                        • #27
                          Il vantaggio che si ha nell'appartenere alla seconda fascia lo si ritrova tutto nei momenti in cui per ultimare un lavoro o progettarne uno nuovo occorre utilizzare la cosidetta arma segreta di un vero AT. In quei momenti si cerca sempre di tirar fuori tutta l'esperienza ed il proprio know-how per risolvere il "caso" ed accontentare il cliente nel miglior modo possibile.
                          Tutto questo è impossibile da fare per chi opera nella prima fascia (convertitore), vuoi per impossibilità di utilizzare al meglio i tempi di produzione, ma soprattuto per, (e questo accade spesso), la non elevata preparazione, esperienza e forse mancanza di responsabilità di chi magari opera in quel turno di lavoro.

                          In merito alle super offerte online di alcuni "convertitori", personalmente direi che siamo difronte al classico "specchietto per le allodole"...
                          Il vinile a 1,98 euro/mq (e lo si legge in piccolo) è per un ordine irrisorio (vale meno di uno scarto di produzione per un service), mentre non mi si venga a raccontare che i 6x3 ad 8,50 euro cad. siano stampati con la Turbojet e non in offset...
                          Fosse cosi direi ai loro vari fornitori di stare in campana eh eh
                          Last edited by wio; 10-10-2008, 08:55:48.
                          ACA Digitale
                          service stampa digitale & incisione

                          Carlalberto Marchesini
                          [email protected]

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