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Agenti di vendita

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  • Simone Sibestar
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    è un'argomento che ogni ditta deve "pennellare" su sè stessa.
    Bisogna analizzare bene il fatturato medio di ogni lavoro (es. per ogni lavoro fatturo mediamente 600,00 € oppure 9000,00) e il tempo necessario all'agente per realizzarlo. Poi mi sembra giusto riconoscere un tot. al giorno... e cosi esce la percentuale che fa guadagnare sia voi che l'agente...
    Comunque ci sono molte variabili, ma il concetto penso che sia giusto.
    Saluti

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  • maxpetrignani
    replied
    Utilizzare degli agenti di vendita è l'unico sistema per far entrare in contatto la nostra azienda "fisicamente" con il cliente. Un altro sistema sono le fiere, ma in queste il target è diverso.
    Alcuni anni fa, insieme ai miei colleghi, abbiamo deciso di attuare una ricerca di personale addetto alle vendite: contatto, colloquio preliminare, test attitudinali, etc...
    Risultato? Soldi e tempo speso inutilmente. Ma non per colpa loro, naturalmente. Ma l'abbiamo scoperto a posteriori.
    Per far si che il rapporto azienda/agente funzioni, devono sussitere indiscutibilmente determinati presupposti.
    Da parte dell'azienda ci devono essere tutti i presupposti che portino alla necessità di assumere agenti di vendita: prodotti e servizi da vendere, risorse economiche, obiettivi.
    Da parte dell'agente: requisiti adatti ed obiettivi comuni all'azienda.
    Senza questi fattori fondamentali, o con la mancanza di alcuni di essi, il rapporto è destinato a fallire entro breve tempo.
    Diversamente se questi fattori verranno alimentati e potenziati, il rapporto sarà stabile e determinante nel successo delle azioni da ambo le parti.
    Non utilizzate canali dispersivi e non professionali (giornalini, annunci su bacheche etc...), ma affidatevi ad agenzie di servizi adatte; il denaro che spenderete per la loro consulenza verrà ampiamente ripagato dalle inutili perdite di tempo e risorse economiche buttate nei modi sopra descritti.
    Trovare agenti che conoscano già la tipologia dei vostri prodotti e servizi, risulterà di maggior valore alla collaborazione e darà frutti immediati. Diversamente dovrà avvenire una difficile ed onerosa formazione del personale di vendita che, nella maggior parte dei casi, porta ad un utilizzo di risorse molto più consistente e che vedrà i suoi frutti più lontani nel tempo.
    A volte, specialmente nel settore artigianale, risulta più fruttuoso trovare un buon commerciale che tenga i rapporti con i clienti all'interno dell'azienda, ed affidare invece la vendita al titolare stesso che, sicuramente, sa già quello che andrà a promuovere e nel migliore dei modi. Un agente può conoscere "tecnicamente" quello che sta offrendo, ma chi è a stretto contatto da molti anni con i prodotti o servizi offerti, conosce trucchi e segreti del mestiere, per far si che il contatto vada a buon fine quasi nella totalità dei casi. Quest'ultima osservazione, naturalmente, è una generalizzazione personale, che va interpretata nelle singole realtà, tenendo presente tutti i fattori, le risorse, gli obiettivi etc...
    Però non è da escludere ed è un ottimo sistema atto all'immediatezza di periodi critici come questi attuali, dove tempo e denaro vengono veramente ad acquisire un peso a volte insostenibile per la maggior parte delle piccole e medie imprese italiane basate, appunto, sull'artigianato.
    Un saluto.

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  • kikko
    replied
    il problema è che spesso il 20% è poco rispetto a cosa vendono, ma ovviamente è il loro lavoro e se vogliono guadagnare sono loro che devono vendere.
    L'unica cosa è stabilire dei "bonus" con un tot di fatturato.... Ma quanto?!

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  • PICO
    replied
    Avere agenti propri di commercio non è sempre la soluzione migliore
    Bisognerebbe mettrli a "cottimo" allora potrebbe essere remunerativo, ma non credo che qualcuno accetti
    Il sistema migliore è riuscire a vendere il proprio prodotto a commerciali che pio lo rivendono al loro prezzo.
    Sicuramente il quadagno di chi lavora non è molto alto, ma avresti una rete di vendita capillare senza avere costi strani alla fine
    Oltretutto non è molto semplice entrare in strutture del genere

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  • Andre80
    replied
    Originalmente inviato da graficom Visualizza messaggio
    Come reperite i vostri agenti di commercio?..io ho addirittura ingaggiato un'agenzia di ricerca personale da quasi un anno...mi ha portato 4 colloqui soli non andati a buon fine e mi ha mangiato 900 euriii, mi dicono che percentuali fino al 20% non sono allettanti, allora io aggiungo nelle condizioni anche un fisso ma nulla nessuno dicono sia INTERESSATO ...ma voi come fate????...ho fatto annunci su giornali locali...da 3 anni.....

    Solo per fare da tramite il 20% non è allettate? Chiaro sperano che solo il tuo lavoro gli dia da vivere..
    Vogliono guadagnere piu di te

    la gente vuole avere senza faticare

    Devi trovare qualcuno che è nel settore che lo fa gia e ti usi come fornitore,allora li le percentuali ci stanno, anche meno del 20%

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  • graficom
    replied
    Come reperite i vostri agenti di commercio?..io ho addirittura ingaggiato un'agenzia di ricerca personale da quasi un anno...mi ha portato 4 colloqui soli non andati a buon fine e mi ha mangiato 900 euriii, mi dicono che percentuali fino al 20% non sono allettanti, allora io aggiungo nelle condizioni anche un fisso ma nulla nessuno dicono sia INTERESSATO ...ma voi come fate????...ho fatto annunci su giornali locali...da 3 anni.....

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  • maybe
    replied
    ho detto una vita precedente......
    il rappresentante aveva una provvigione fissa in % sul fatturato e tendeva ad abbassare i prezzi per vendere più facilmente, ed in particolare su grandi aziende "facciamo uno sforzo per entrare".
    e poi la ditta faceva lo sforzo e lui pretendeva le sue provvigioni.

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  • kikko
    replied
    Originalmente inviato da maybe Visualizza messaggio
    devi calcolare e concordare una scala di provvigioni basata sugli utili. in un'altra vita mi sono capitati dei rappresentanti che pretendevano la provvigione anche sulle vendite al costo!
    scusa ma che vendite fai al costo?!
    10-15-20 % ?!

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  • sea
    replied
    Agenti di ventita? A parte le grane burocratiche-fiscali-previdenziali-legali, lascio volentieri ad altri il compito di fare "nave scuola"!

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  • maybe
    replied
    devi calcolare e concordare una scala di provvigioni basata sugli utili. in un'altra vita mi sono capitati dei rappresentanti che pretendevano la provvigione anche sulle vendite al costo!

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  • kikko
    replied
    ritiro su questo argomento così non ne apriamo un altro...

    Quanto sarebbe giusto concedere come provvigioni?!

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  • wio
    replied
    Fabiolex eh he
    beh io sono un agente di commercio e confermo tutto il riepilogo fiscale e contrattuale riportato nei post di Tarte.

    ciao


    PS: E' una vitaccia comunque...

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  • Guest's Avatar
    Guest replied
    Originalmente inviato da Deyo Visualizza messaggio
    Infatti è una "bella" soluzione.


    Scusa Sergio, non ho resistito.
    poi dicono che vado O.T! io!

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  • Guest's Avatar
    Guest replied
    Originalmente inviato da demak62 Visualizza messaggio
    Se la collaborazione è occasionale e non continuativa, può essere inquadrato come Procacciatore d'Affari. Fino a un certo limite di reddito (suo personale complessivo), che se non sbaglio è di 5.500 euro, il procacciatore può non essere iscritto all'INPS (e comunque lo sarebbe autonomamente di suo e non a carico della ditta mandante).

    Al momento della liquidazione delle provvigioni occorre effettuare una Ritenuta d'Acconto Irpef pari all'11,5 % rilasciando regolare certificazione al procacciatore. Tale ritenuta verrà poi versata dalla ditta mandante con F24, mentre il procacciatore la porterà in detrazione in sede di dichiarazione dei redditi.

    Questo so!
    Abbastanza giusto...
    La figura del procacciatore d'affari differisce dall'agente di commercio per alcune caratteristiche: il primo può solo segnalare alla ditta mandante i bisogni del potenziale cliente, il secondo può condurre la trattiva di vendita e se fornito di mandato di rappresentanza può anche chiudere i termini della vendita in nome e per conto della ditta mandante (cosa molto rara: in genere se sempre salvo approvazione della ditta mandante).
    Il procacciatore d'affari è, in linea generale, tenuto all'apertura della partita IVA, all'iscrizione al R.I. ed all'apertura della posizione INPS.
    Il procacciatore d'affari può evitare suddette iscrizioni se il suo volume d'affari non supera i 5.000 euro/anno e se il suo rapporto è occasionale: per essere considerato occasionale la sua provviggione dovrà far riferimento ad un solo affare/anno altrimenti il rapporto si intende continuativo.
    Come vedi la questione è abbastanza complessa: resto del parere che è sempre buona norma confrontarsi con il commercialista portando dati certi su cui confrontarsi.
    Ciao, Fabio

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  • Guest's Avatar
    Guest replied
    Se la collaborazione è occasionale e non continuativa, può essere inquadrato come Procacciatore d'Affari. Fino a un certo limite di reddito (suo personale complessivo), che se non sbaglio è di 5.500 euro, il procacciatore può non essere iscritto all'INPS (e comunque lo sarebbe autonomamente di suo e non a carico della ditta mandante).

    Al momento della liquidazione delle provvigioni occorre effettuare una Ritenuta d'Acconto Irpef pari all'11,5 % rilasciando regolare certificazione al procacciatore. Tale ritenuta verrà poi versata dalla ditta mandante con F24, mentre il procacciatore la porterà in detrazione in sede di dichiarazione dei redditi.

    Questo so!

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