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Seminario "Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere"

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  • Seminario "Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere"

    Sabato 15 ottobre alle 11:00 alcuni di voi, quelli che erano a Viscom, hanno potuto assistere dal vivo al mio ultimo seminario "Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere".

    Simultaneamente un migliaio di altri amici hanno potuto seguire questo seminario tramite la diretta facebook (anche se si sono persi gli ultimi tre minuti).
    https://www.facebook.com/giovanni.re...5443924277627/

    Da link di questo post, potete godere della presentazione.
    http://prezi.com/nu8zbm-0e4b1/?utm_c...py&rc=ex0share

    Da oggi partirò con una serie di link e approfondimenti su ognuno dei 76 argomenti che ho discusso in questo prima uscita e che potrete rivedere nei vari incontri Roland che ci vedono sempre in prima linea.

    Buona visione.
    Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere!
    Giovanni Re
    Community Manager
    ROLAND DG Mid Europe

  • #2
    Chi ha partecipato al mio seminario ha ricevuto questa locandina stampata in formato 35x50 con tutti gli argomenti trattati. La locandina consente di approfondire ogni singolo argomento tramite un App in realtà aumentata connessa alle grafiche che descrivono ogni argomento. Stampatela e divertitevi!

    locandina seminario viscom 2016_6oct_35x50_small.jpg


    Da questo link la locandina in PDF

    https://issuu.com/giovannire/docs/lo...42385/30000297
    Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere!
    Giovanni Re
    Community Manager
    ROLAND DG Mid Europe

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    • #3
      Il sapere, il fare, saper fare e il far sapere li vedo come elementi concentrici che partendo dall'esterno ci portano verso il centro dove è racchiusa la formula del successo. Si arriva solo se si passa da ogni tappa. Come nella vita, partendo dalla nascita alla morte, la sequenza la si può vedere come una sorta di evoluzione. Da bambino, l'era del sapere, l'essere dipendente, la mamma, la scuola l'era del "perchè?". L'adolescenza, il periodo del fare, dove avviene il distacco e si passa all'indipendenza. Altro step è quello del saper fare, quello dell'età adulta, dove ci siamo concentrati su qualcosa ed abbiamo speso le nostre energie per realizzare il nostro sogno, siamo nel'era dell'interdipendenza, dove solo tramite la connessione con altri riusciamo a portare a termine i nostri progetti.

      L'ultima fase è quella del far sapere, quella dell'età adulta dove la sapienza viene condivisa all'esterno. Una fase molto complessa che molti ancora fanno fatica a trovare e mettere in atto.

      Ci sarebbe un ultima fase, quella del distacco terreno, quella della morte che penso debba essere messa in primo piano. Come diceva Covey, bisogna iniziare dalla fine.
      Un concetto, questo, che può essere interpretato come un suggerimento a vivere sapendo che ci sarà una fine, e che, visto che nessuno sa quando questa fine arriverà, è bene dedicare attenzione alle cose davvero importanti, stabilendo delle priorità, per non disperdere energie e tempo in cose futili. Se questo può valere come filosofia di vita, nell’attività pratica di un imprenditore o nella gestione della vita quotidiana, cominciare pensando alla fine significa sapere quale direzione intraprendere, rafforzando, in questo modo, la propria leadership e migliorando la capacità di raggiungere i propri obiettivi.

      Voglio rafforzare questo concetto con un esempio pratico. Vi chiedo di usare tutta la vostra immaginazione. Rilassatevi e leggete le prossime righe cercando di immergervi in ciò che vi dirò.

      Immaginate di essere davanti la Chiesa del vostro paese. Immaginate che c'è il portone aperto e che vi avvicinate e iniziate a percorrere il corridoio centrale gremito di persone che conoscete. Ci sono amici, parenti, colleghi. Ci sono anche le persone della vostra associazione. Continuate ad avvicinarvi verso una bara verso fine del corridoio. Vi avvicinate sempre di più, guardate dentro e con estrema sorpresa notate che dentro la bara ci siete voi.

      E' il vostro funerale.

      Fra poco parleranno i vostri parenti, i vostri amici, i vostri colleghi e anche quelli dell'associazione. Cosa diranno di voi?


      Ecco cosa intendo per "iniziare dalla fine".
      Questo concetto lo scrive benissimo Alessandro D'Avenia nel suo libro "ciò che Inferno non è". Ve le riporto per far sì che queste parole creino un solco nel nostro cervello.

      “Cinque sono le cose che un uomo rimpiange quando sta per morire. E non sono mai quelle che consideriamo importanti durante la vita. Non saranno i viaggi e neanche una macchina nuova, una donna o un uomo da sogno o uno stipendio migliore. No, al momento della morte tutto diventa finalmente reale. E cinque le cose che rimpiangeremo, le uniche reali di una vita.

      La prima sarà non aver vissuto secondo le nostre inclinazioni ma prigionieri delle aspettative degli altri. Cadrà la maschera di pelle con la quale ci siamo resi amabili, o abbiamo creduto di farlo. Ed era la maschera creata dalla moda, dalle false attese nostre, per curare magari il risentimento di ferite mai affrontate. La maschera di chi si accontenta di essere amabile. Non amato.

      Il secondo rimpianto sarà aver lavorato troppo duramente, lasciandoci prendere dalla competizione, dai risultati, dalla rincorsa di qualcosa che non è mai arrivato perchè non esisteva se non nella nostra testa, trascurando legami e relazioni. Vorremmo chiedere scusa a tutti, ma non c’è più tempo.

      Per terzo rimpiangeremo di non aver trovato il coraggio di dire la verità. Rimpiangeremo di non aver detto abbastanza “ti amo” a chi avevamo accanto, “sono fiero di te” ai figli, “scusa” quando avevamo torto, o anche quando avevamo ragione. Abbiamo preferito alla verità rancori incancreniti e lunghissimi silenzi.

      Poi rimpiangeremo di non aver trascorso tempo con chi amavamo. Non abbiamo badato a chi avevamo sempre lì, proprio perchè era sempre lì. Eppure il dolore a volte ce lo aveva ricordato che nulla resta per sempre, ma noi lo avevamo sottovalutato come se fossimo immortali, rimandando ad oltranza, dando la precedenza a ciò che era urgente anzichè a ciò che era importante. E come abbiamo fatto a sopportare quella solitudine in vita? L’abbiamo tollerata perchè era centellinata, come un veleno che abitua a sopportare dosi letali. E abbiamo soffocato il dolore con piccolissimi e dolcissimi surrogati, incapaci di fare anche solo una telefonata e chiedere come stai.

      Per ultimo rimpiangeremo di non essere stati più felici. Eppure sarebbe bastato far fiorire ciò che avevamo dentro e attorno, ma ci siamo lasciati schiacciare dall’abitudine, dall’accidia, dall’egoismo, invece di amare come i poeti, invece di conoscere come gli scienziati. Invece di scoprire nel mondo quello che il bambino vede nelle mappe della sua infanzia: tesori. Quello che l’adolescente scorge nell’addensarsi del suo corpo: promesse. Quello che il giovane spera nell’affermarsi della sua vita: amori.”



      Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere!
      Giovanni Re
      Community Manager
      ROLAND DG Mid Europe

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      • #4
        the publisher chose not allow download for this publication dai che lo stampo e lo appendo

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        • #5
          Originalmente inviato da Gazapictures Visualizza messaggio
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          Il download è abilitato se sei iscritto ad ISSUU
          Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere!
          Giovanni Re
          Community Manager
          ROLAND DG Mid Europe

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