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Discussione: Come creare il giusto prezzo di vendita

  1. #41
    Amministratore L'avatar di giovannire
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    Citazione Originalmente inviato da Gatto Visualizza messaggio
    Il vero punto è catalogare le applicazioni e analizzare le voci di costo raccogliendo informazioni da noi. Una volta raccolte, ci mettiamo comodi e le discutiamo, magari si scopre che su alcune applicazioni ci si guadagna veramente poco e si cerca di evitarle a favore (e qui muovere il cervello e le gambe e trovare i clienti) di altre più redditizie.
    Con questa mossa ti sei guadagnato una cena!

    Va bene per lunedì sera?
    Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere!
    Giovanni Re
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  2. #42
    Il bianco del forum L'avatar di renzoanselmi
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    Allora..provo anche se è molto tardi a dare un imput a come da anni si è sempre cercato di sensibilizzare "i nostri colleghi" a non sbaglaire a furmulare un "costo" ho specificato "costo" in quanto molte volte ho segnalato che "esporre" un "listino cartello" non è consentito.
    Quindi pensate che già dai primi anni 90 vista l'evoluzione che già si delineava si erà già pensato a creare dei listini con le nuove tecnologie affiancati anche hai prezzi della stampa tradizionale e considerate che questo venne messo in pratica con l'accordo di tutte le associazioni della nostra categoria(almeno le più rappresentative)dovemmo desistere in quanto andava già in conflitto con le regole della libera concorrenza(oggi antitrust).Comunque si riuscì a stilare delle basi minime di regole per almeno formulare i metodi per il calcolo dei "costi", che in parte ogniuno di voi ha individuato non in maniera perfetta ma quasi ci siamo. Considerate che da quel formulario successivamente hanno"attinto"le maggiori aziende che oggi hanno sviluppato programmi di preventivazione del nostro settore anche le più conosciute!!
    ora vi butto lì in linea di massima quello che per esperienza ho che applico io,(premetto per i molteplici lavori che faccio non ho più da tempo un listino prezzi,anzi lo avevo ed ho ancora solo per la produzione industriale di etichette e cartellini per il settore tessile).
    1° Costo materiale di base aumentato almeno del 20%
    2° Costo impianti,pellicole,lastre,telai,cliclè,ecc.(dove esistono)
    comunque nel caso del digitale costo avviamento,raster,ecc.
    3° Costo inchiostri, toner e aditivi,la cosa vale per la stampa tradizionale o digitale.
    4° Costo operativo, quindi costo stampa,pulizia,ecc.stessa cosa vale
    per il digitale,calcolando anche quello che è le varie movimentazioni che ci sono
    intorno ad un plotter.
    5° Costi accessori dove nella stampa tradizionale ce ne sono molte,ma le tralascio
    nel digitale possono essere dalla laminazione,ai supporti di applicazione,che comunque
    lo puoi già calcolare sul primo prezzo.
    6° Costo lavoro, certo nella stampa tradizionale devi calcolarlo per forza in quanto le
    macchine proprio da sole non vanno,pensa ad una macchina serigrafica manuale
    o semiautomatica o per fare le maglie!!! ma con il digitale pur qualcosa devi calcolare
    se poi però fai applicazioni,accoppiamenti tutte queste fasi il costo lavoro cè!!!
    e come!!
    7° a questo punto il totale lo aumenti di un tot,, che però è data dal calcolo in percentuale dei vari costi aziendali hai(ammortamenti,costi fissi,ecc)che da una varie analisi a me corrisponde ad una percentuale che oscilla tra 25/30%
    E per finire il ricarico "lordo" di utile che se ci metti meno del 30% ci rimetti.
    E' sbagliato? forse è anche basso ma se oggi vado sotto questi parametri non si guadagna un cent!!!!!.
    P.S. a tutto ciò non ho calcolato il lavoro di progettazione o grafica o quantaltro spesso si dà per scontato(dal cliente) che deve rientrare ne costo magari per stampare anche un solo manifesto!!!!!non è forse vero?
    Giovanni.. io mi accontento anche di un panino!!!
    Ultima modifica di renzoanselmi : 02-10-2009 alle ore 02.05.32
    Renzo Anselmi -Publiscreen-Orvieto

  3. #43
    Mex
    Mex non è connesso
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    Fabio Mex
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    Citazione Originalmente inviato da giovannire Visualizza messaggio
    ... La strada mi sembra quella giusta.
    Come concordato tempo fa, per evitare l'indicizzazione di Google su questi argomenti e darli in pasto a chi li potrebbe usare per altri motivi sposto la discussione nel forum dedicato all'area prezzi riservato a chi aveva spedito il modulo AT Master. ...
    Allora profitto degli ultimi giorni di presenza in area non riservata... del resto secondo me la discussione è valida finché resta visibile a tutti, compresi coloro che iniziano ora, che non hanno idea di come formulare il prezzo e che, in genere, vendono sotto costo senza saperlo... in ambiente riservato dovrebbero essere presenti figura con una già ampia esperienza che, probabilmente, non hanno bisogno di questa discussione.
    Attenzione: nessuna polemica!

    Citazione Originalmente inviato da tratto2 Visualizza messaggio
    ... per ora evitiamo di inserire dati su fogli di calcolo, ma cerchiamo di analizzare (per quanto ci è possibile) i veri costi, gli sprechi, il costo di recupero dei materiali non riciclabili, i tempi di messa in macchina, i tempi eventuali di "trasformare" un jpg all'interno di un world o di un pdf, ecc. ...
    Lo si può anche fare, ma se vuoi una corretta gestione dei costi ed avere la certezza che questi siano giusti devi avere una base di calcolo: materiale "sprecato" ad inizio e fine stampa, materiale non utilizzato perchè semmai stampi un 220x40 su luce 137, materiale necessario per la stampa dei crocini in caso di stampa e taglio separati... sono tutti costi vivi che abbiamo.

    Citazione Originalmente inviato da Gatto Visualizza messaggio
    ... Una volta analizzati i centri di costi e scoperto che Mex (ad esempio) ha meno costi fissi di me, mi chiederò "perchè ?" e andrò a capire come si muove lui...
    Non è detto che i miei costi fissi siano inferiori ai tuoi, ma potrebbero semplicemente incidere percentualmente meno dei tuoi sul prezzo finale.

    Citazione Originalmente inviato da renzoanselmi Visualizza messaggio
    ... P.S. a tutto ciò non ho calcolato il lavoro di progettazione o grafica o quantaltro spesso si dà per scontato(dal cliente) che deve rientrare ne costo magari per stampare anche un solo manifesto!!!!!non è forse vero? ...
    E' verissimo, ma si tratta sempre di educare il cliente: non possiamo permetterci di calcolare elaborazioni e rielaborazioni grafiche nei costi di produzione ma dobbiamo calcolarli a parte.
    Inserirle nel prezzo sarebbe un'ingiustizia verso coloro che portano i files pronti per la stampa, forfaitizzarle è impossibile a causa delle variabili di complessità del lavoro da svolgere: quotarle separatamente è sempre la soluzione migliore.

    Ettore, tu che usi la Ferrari per comprare le sigarette... quanti pacchetti ti danno per ogni bottiglia?
    Ultima modifica di Mex : 02-10-2009 alle ore 07.37.22

  4. #44
    Il gatto del Forum L'avatar di Gatto
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    Citazione Originalmente inviato da giovannire Visualizza messaggio
    Con questa mossa ti sei guadagnato una cena!

    Va bene per lunedì sera?
    Eccerto

    Miao

  5. #45
    Il gatto del Forum L'avatar di Gatto
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    Citazione Originalmente inviato da renzoanselmi Visualizza messaggio

    1 2 3 4 5 6 7 ..
    30%

    E' sbagliato? forse è anche basso ma se oggi vado sotto questi parametri non si guadagna un cent!!!!!.
    Renzo, i tuoi punti mi sembrano raccogliere bene i principali centri di costo.
    Però, generalizziamo ulteriormente, tu hai focalizzato i punti sol sulla stampa, generalizziamo ed apriamo a tutte le lavorazioni, dall'incisoria, alla stampa, alla serigrafia, alle insegne luminose ...
    Insomma quest'analisi e le considerazioni che ne usciranno devono essere una base di riflessione/confronto per tutte le attività di artigianato tecnologico.

    Circa il ricarico, attenzione !
    Per ricarico si intende quella parte di costo che (raga semplifico di bruttto) dovrebbe trasformarsi direttamete in utile, ovvero la pecunia che va diretta ad arricchire (salvo decurtare la parte al nostro socio di maggioranza, lo Stato) la nostra azienda.
    In sintesi utile d'esercizio=ricavi-costi utile reale = utile d'esercizio-tasse
    Ora, io calcolo un 20% che al netto delle tasse diventa un vago un 10%, in sostanza (virtualmente) io dovrei avere dei dividendi a fine anno che sono il 10% del mio fatturato.
    Non facciamo confusione su manodopera e ricarico, ricarico è la parte destinata alla crescita d'impresa, manodopera include il nostro stipendio, quello dei collaboratori ovviamente lordo di contributi.
    Morale, la fetta di torta per te non la devi mettere nel "ricarico" ma nei costi di manodopera tu lavori per la tua azienda e anche sei solo devi ragionare in termini aziendali, il ricarico lo devi destinare esclusivamente alla crescita d'impresa.
    Virtualmente un'attività può vivere e camminare sulle proprie gambe senza mettere ricarico, in quanto è tutto pagato, ma non crescerà mai, in quanto non avrà grasso che cola da reinvestire.
    Circa il costo di manopodera, ne parleremo diffusamente nell'area riservata, ne ho sentite di ogni ...
    Prezziario, cartello e compagnia bella. Se è vero che non è possibile stabilire un prezziario minimo, nessuno però ci vieta di discutere i vari prodotti che facciamo e analizzarne la composizione di costo. Altresì nessuno ci vieta di fare numeri circa i costi orari, i costi delle materie prime eccetra ...
    Ergo, un'idea ce la possiamo fare tranquillamente tutti.
    Miao

  6. #46
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    Citazione Originalmente inviato da renzoanselmi Visualizza messaggio
    Giovanni.. io mi accontento anche di un panino!!!
    Ottima analisi Renzo, un panino per te è troppo limitativo...
    Sapere, Fare, Saper Fare, Far Sapere!
    Giovanni Re
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  7. #47
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    Oltre a quanto detto da tutti (Gatto, Renzo, Mex, tratto) io, per la formulazione di un prezzo, prendo in considerazione anche a chi è destinato il lavoro che devo eseguire. Se il "destinatario" del mio lavoro è l'utilizzatore finale metterò un ricarico (guadagno !?!?) maggiore rispetto ad un lavoro destinato a chi il mio lavoro dovrà ancora poi rivenderlo.
    In sostanza, secondo me, si deve tenere conto anche attraverso quante mani passerà il mio lavoro prima di essere "usato"!

    Il tempo e l'esperienza ci insegnano a trasformare le nostre idee in emozioni...


  8. #48
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    Citazione Originalmente inviato da Rena Visualizza messaggio
    Se il "destinatario" del mio lavoro è l'utilizzatore finale metterò un ricarico (guadagno !?!?) maggiore rispetto ad un lavoro destinato a chi il mio lavoro dovrà ancora poi rivenderlo.
    Giusto. Una sorta di lavorazione "Conto terzi", io per esempio mi tengo un 15/20 % di meno rispetto al prezzo che farei all'utilizzatore finale.
    Fabio

    -----
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  9. #49
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    Questa discussione sta diventando davvero interessante

    Cmq si è normale che il prezzo a chi deve rivendere sarà inferiore al prezzo fatto ad un cliente finale
    Sc540 ColorRip

  10. #50
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    Citazione Originalmente inviato da Rena Visualizza messaggio
    Oltre a quanto detto da tutti (Gatto, Renzo, Mex, tratto) io, per la formulazione di un prezzo, prendo in considerazione anche a chi è destinato il lavoro che devo eseguire. Se il "destinatario" del mio lavoro è l'utilizzatore finale metterò un ricarico (guadagno !?!?) maggiore rispetto ad un lavoro destinato a chi il mio lavoro dovrà ancora poi rivenderlo.
    In sostanza, secondo me, si deve tenere conto anche attraverso quante mani passerà il mio lavoro prima di essere "usato"!
    Si e no.

    Facciamo attenzione.

    Il prezzo che io mi calcolo deve essere puro e onesto (ma quando mai di me dicono "un po' caro ma lavora bene").

    L'approccio (per chi non ha i listini) non è "faccio uno sconto incondizionato al rivenditore e prezzo pieno al privato" ma semmai faccio il prezzo "giusto" al rivenditore e ci metto su qualcosa (che sarebbe quello che ci mette su l'intermediario) per il privato.

    Oppure (per chi ha i listini) prezzo listino al privato e prezzo rivenditore (scontato) al rivenditore, ma il listino sarà bello grasso come da tradizione.

    Diverso è il caso dello sconto quantità, ovvero la famosa "scaletta sconti".

    Se il mio "ricarico" (leggi sotto quello che ho scritto) è 20 ad esempio allora potrò lavorare su quello per effettuare sconti, al limite anche giocandomelo tutto, in quanto so per certo che con ricarico zero mi pago comunque tuttto, incluso il mio lavoro, materie prima e via di sto passo.

    In sostanza il mio prezzo senza il ricarico = "lavoro e mi pago tutto" ma non accantono e non cresco.

    Poi ci sono quelli che finito il "ricarico" iniziano a erodere il "costo manodopera" per far sconti, in quel caso si parla di vendere "lavorando sotto costo" ed infine ci sono quelli che mettono costo manodopera zero e ricarico zero pur di fare girare il lavoro, ma di solito mangiano dalla mamma e le bollette gliele paga il babbo.

    Poi nessuno ci vieta di muoverci sul mercato con ricarichi bassi e lavorando gratis, io l'ho fatto per entrare da clienti e farmi conoscere, ma lì è diverso, lì invece di destinare un budget alla pubblicità ho destinato del mio tempo e l'ho fatto coscientemente (regola aurea, tatuatevela sul braccio "Il tempo si trova, i soldi no") ma quanti in giro sanno cosa stanno facendo e quanto veramente ci guadagnano o ci perdono vendendo un prodotto e se stanno facendo un'azione pubblicitaria o stanno lavorando ?
    Io ho la netta sensazione che siano in pochi ...

    Poi, relativamente al discorso "eh ma se non calo le braghe non vendo" bervissime considerazioni:

    1) Finchè lavori a ricarico zero sopravviverai, ma forse ti conviene trovare un'impiego alle poste, l'imprenditoria non fa molto per te
    2) Meglio perdere un lavoro che perdere dei soldi
    3) Se senti odore di scanno su un certo prodotto ed il mercato è inquinato da gente tipo quella del punto 1 o peggio, tirati fuori al volo e trova/inventati un prodotto/servizio diverso oppure (e qui ci sarebbe da aprire un nuovo post) lavora sul "valore aggiunto"

    Morale, non è il mercato che si deve adeguare, siamo noi che ci dobbiamo svegliare, ed abbiamo il grosso vantaggio rispetto ad altre categorie di avere a disposizione macchine e materiali di una versatilità incredibile, ma le macchine, senza la nostra passione e fantasia, è difficile che si sveglino la mattina sfornando prodotti nuovi.

    Miao
    Ultima modifica di Gatto : 03-10-2009 alle ore 07.35.18

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