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Le 7 regole d'oro della comunicazione pubblicitaria [Archivio] - Forum Artigiano Tecnologico

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tosca_052007
29-03-2008, 18.27.07
Qualche tempo fa l’Art Directors Club Italiano ha divulgato queste 7 regole...cosa ne pensate?

- essere sempre originale
- comunicare una sola cosa
- sorprendere lo spettatore
- essere semplice ma non banale
- provocare un’emozione
- dare valore alla marca
- rompere le regole

(P.S.: se ho sbagliato dove inserire la discussione...chiedo ai moderatori di spostarla..Grazie):)

GPDesign
29-03-2008, 18.33.10
per me la seconda è la cosa più difficile :o
Forse perchè si cerca sempre di accontentare più gente possibile o dare questa impressione :rolleyes:

tosca_052007
29-03-2008, 18.37.48
A volte è vero...anche se quando mi capita di dover fare un lavoro di comunicazione di un certo livello cerco sempre di attirare la concentrazione sulla cosa che è più importante...pensa che una volta mi stavo combinando a realizzare un lavoro per un compagnia teatrale...solo che in questo manifesto volevano risalto tutti...la provincia...la regione...il comune e volendo anche la compagnia teatrale...alla fine ho deciso io...si doveva comunicare lo spettacolo...e quello che avrebbero rappresentato...tutto in un'immagine...alla fine il risultato è stato superapprezzato da tutti...:)

tratto
29-03-2008, 18.58.45
Qualche tempo fa l’Art Directors Club Italiano ha divulgato queste 7 regole...cosa ne pensate?

- essere sempre originale
- comunicare una sola cosa
- sorprendere lo spettatore
- essere semplice ma non banale
- provocare un’emozione
- dare valore alla marca
- rompere le regole

(P.S.: se ho sbagliato dove inserire la discussione...chiedo ai moderatori di spostarla..Grazie):)

Ma se, l'Art Director del Club Italiano avesse come cliente il fruttivendolo sotto casa, come potrebbe essere originale, forse mettendo nel logo un pallone da rugby al posto del melone(Originale), dicendo "Qui non cercate pane."(comunicare una sola cosa?), mettendo due tette al posto delle ciliege?(sorprendere lo spettatore), Mettiamo una stampa di marmellata al posto della frutta fresca (essere semplice ma non banale) una bella donna nuda "con pelle di pesca" (se inquadrata bene provoca) Stampare tanti adesivi "Melinda e Chichita" (dare valore alla marca) Vendiamo a metà prezzo ( Rompere le regole)
Ciao Tosca, bella micia. La gattina, hai visto la mia?, sul profilo personale, riciao

GPDesign
29-03-2008, 19.05.07
le tette non sorprendono più nessuno. :D
due belle chiappe al vento si :eek::cool:

Marina
29-03-2008, 19.09.40
A mio avviso queste regole sono giuste...c'è un solo problema: bisogna ben interpretarle!
Capita di vedere pubblicità sin troppo originali.
Ad esempio quelli che vogliono provare ad essere originali (quando non lo sono) a volte cadono nel ridicolo!
La mia regola fondamentale è: la pubblicità è 0-100 anni...deve avere la misura di tutti.
Con questo non voglio dire che tutte le pubblicità siano uguali e che tutte le pubblicità debbano arrivare a tutti, voglio semplicemente dire che tutti ed indistintamente dal sesso, dall'età e dalla cultura non ci devono ragionare un giorno per capire cosa viene pubblicizzato!
Giuro che certe volte mi capita di pensare dei giorni ad alcune pubblicità prima di capire di che si tratta, e mi chiedo ma cosa mi vogliono dire? Questo a mio avviso è gravissimo perchè la pubblicità non mi si stampa nel cervello, anzi mi fa incavolare (in certi negozi non ho mai messo piede proprio per questo motivo).

Marina Sistilli

tosca_052007
29-03-2008, 19.20.07
Ma se, l'Art Director del Club Italiano avesse come cliente il fruttivendolo sotto casa, come potrebbe essere originale, forse mettendo nel logo un pallone da rugby al posto del melone(Originale), dicendo "Qui non cercate pane."(comunicare una sola cosa?), mettendo due tette al posto delle ciliege?(sorprendere lo spettatore), Mettiamo una stampa di marmellata al posto della frutta fresca (essere semplice ma non banale) una bella donna nuda "con pelle di pesca" (se inquadrata bene provoca) Stampare tanti adesivi "Melinda e Chichita" (dare valore alla marca) Vendiamo a metà prezzo ( Rompere le regole)
Ciao Tosca, bella micia. La gattina, hai visto la mia?, sul profilo personale, riciao

Beh tutto sommato mettere 2 tette al posto delle ciliege ci può stare..ma più che sorprendere diventi trasgressivo quindi rompi le regole...!!!

Bella anche la tua micina...però mi sa che su questo forum a questo punto c'è bisogno di maschietti...visto che ci sono già 2 femminucce...:D:D

tosca_052007
29-03-2008, 19.26.27
A mio avviso queste regole sono giuste...c'è un solo problema: bisogna ben interpretarle!
Capita di vedere pubblicità sin troppo originali.
Ad esempio quelli che vogliono provare ad essere originali (quando non lo sono) a volte cadono nel ridicolo!
La mia regola fondamentale è: la pubblicità è 0-100 anni...deve avere la misura di tutti.
Con questo non voglio dire che tutte le pubblicità siano uguali e che tutte le pubblicità debbano arrivare a tutti, voglio semplicemente dire che tutti ed indistintamente dal sesso, dall'età e dalla cultura non ci devono ragionare un giorno per capire cosa viene pubblicizzato!
Giuro che certe volte mi capita di pensare dei giorni ad alcune pubblicità prima di capire di che si tratta, e mi chiedo ma cosa mi vogliono dire? Questo a mio avviso è gravissimo perchè la pubblicità non mi si stampa nel cervello, anzi mi fa incavolare (in certi negozi non ho mai messo piede proprio per questo motivo).

Marina Sistilli


Pienamente d'accordo a volte ci sono pubblicità banali e stupide anzi perchè no ridicole...però sul fatto che a volte ci metti un pò più di tempo a capire cosa vogliono dire...io penso che sia anche giusto..è un metodo per attirare di più l'attenzione su quel marchio...perchè ti soffermi di più per capire cosa ti vogliano dire...ed intanto immagazini involontariamente nel tuo cervello quell'immagine e nella comunicazione visiva molte volte può anche funzionare...anche se io preferisco sempre far capire subito o quasi ciò che pubblicizzo...!!! Pensa che una volta per sensibilizzare alla raccolta differenziata feci un manifesto molto semplice con i vari cassonetti alla base e al centro del manifesto una sola frase..."Mettimelo Qui"...posso dirti che siamo riusciti ad attirare l'attenzione...di tutti e a fargli poi leggere ciò che c'era scritto sotto i cassonetti...!!! non tutti l'hanno presa bene...ma ogni tanto si deve tresgredire...chi se ne frega...!!!:D:D

tratto
29-03-2008, 19.27.14
[QUOTE=Marina;7629]A mio avviso queste regole sono giuste

Rimango stupito, dopo 30 anni, ho sinceramente molto spesso finito di pormi certi problemi, io faccio finta di essere un "Decoratore", di Grafico ho un diploma nascosto, il cliente chiede il prezzo al mq. oramai, non mi sconvolgo per nulla, quando il cliente delle pompe funebri mi chiede? Cosa faresti? Io dico:
La settimana Bianca " Se muoiono due Vecchi una Bara piccola in omaggio" non fa più ridere nessuno ma almeno pongo la questione al di fuori della grafica, comunque tutti mi dicono: Ma sei tu che fai pubblicità! Avrai qualche idea!. Io rispondo sempre si.
se nessuno sa dirmi cosa "studiare" , un nome, un logo, un insegna ecc.
Io non sono interessato a fare nulla.
Aiuto, se sbaglio
Francesco

renzoanselmi
29-03-2008, 21.13.07
.....credo che tutti noi qualunque cosa pensiamo sia giusta,certo molti "GURU' della comunicazione,ogniuno di loro segue una scuola di pensiero e la elabora,ci dicono molte cose sicuramente giuste....ma molti di noi malgrado abbiamo idee giuste ci scontriamo con un utente che non da alcun valore alle nostre idee,tanto dobbiamo stampare x mq.come dice francesco ma poi...oggi sono costretto a essere chiaro il lavoro costa x ma senza progetto....è dura ma qualcuno inizia a capire...ed se uno mi chiede un piano strategico o un progetto di comunicazione, come da regola il costo lo formulo in funzione dell'entità dell'azienda,le aziende più strutturate rispondono tutte in maniera positiva.

greenfax
30-03-2008, 13.55.37
Qualche tempo fa l’Art Directors Club Italiano ha divulgato queste 7 regole...cosa ne pensate?

- essere sempre originale
- comunicare una sola cosa
- sorprendere lo spettatore
- essere semplice ma non banale
- provocare un’emozione
- dare valore alla marca
- rompere le regole

(P.S.: se ho sbagliato dove inserire la discussione...chiedo ai moderatori di spostarla..Grazie):)

credo che le 7 regole siano giuste, concordo con Marina che intende la pubblicità ad ampio raggio però alle volte un articolo è di interesse di una nicchia di persone e quindi la pubblicità va studiata ad ok. è vero anche che esistono soggetti refrattari alla pubblicità, ne abbiamo un esempio in casa dove ci divertiamo a chiedere le interpretazioni pubblicitarie che puntualmente sono l'opposto del messaggio stesso. in quel caso la pubblicità non sortisce alcun effetto. la cosa migliore dovrebbe essere tener sempre presente l'obiettivo finale, il comunicare 1 sola cosa non sempre ripaga, probabilmente quella unica cosa può essere di interesse di tutti o carpita da pochi. come dice il ns. Re, il messaggio efficace è quello che rimane nel tempo di un batter di ciglia.

tosca_052007
30-03-2008, 14.02.15
come dice il ns. Re, il messaggio efficace è quello che rimane nel tempo di un batter di ciglia.

Quindi secondo quanto afferma Giovanni..e ne sono convinta anche io...il tutto sta in una grafica oppure in una parola o piccola frase che ti colpisce..!!

greenfax
30-03-2008, 14.05.21
Quindi secondo quanto afferma Giovanni..e ne sono convinta anche io...il tutto sta in una grafica oppure in una parola o piccola frase che ti colpisce..!!
il segreto sta nell'essere essenziale e comunicativo tenendo presente l'anagramma EMAICE (visual 2007/Educazione grafica)

Monkey
30-03-2008, 16.06.57
il segreto sta nell'essere essenziale e comunicativo tenendo presente l'anagramma EMAICE (visual 2007/Educazione grafica)
cos'è? non tutti erano presenti al visual 2007 :rolleyes:

GPDesign
30-03-2008, 16.09.19
io c'ero ma non mi ricordo :D

renzoanselmi
30-03-2008, 17.03.09
...E.M.A.I.C.E.(E MAI CE lo dimenticheremo)che stà per Esagerazione-Movimento-Associazione Inusuale-Coinvolgimento Emotivo.uno studio fatto sulle funzioni della memoria(medoto GiGoTec,ogni tanto ripasso i vecchi appunti e note)ciao

maxpetrignani
31-03-2008, 00.25.44
Comunicare è diventato una cosa molto difficile. Viviamo in un epoca dove in pochi secondi devi far capire la filosofia di una azienda che produce da cento e più anni. I grafici, i creativi, le menti geniali della comunicazione pubblicitaria sono sempre di più messi a dura prova. Tutto comunque è relativo alle proprie realtà. Tirar fuori una pubblicità valida e che si ricordi di un auto di marca, non assomiglia al lavoro una sola persona. Il risultato finale è frutto di un lavoro d'equipe. L'idea può venire dal genio di turno, ma viene poi sviluppata da tutte le menti del gruppo che conoscono, in maniera professionale ed approfondita, ognuno il proprio lavoro. Io credo che poche persone al mondo siano in grado di fare il lavoro di tutto un gruppo di persone. Anzi è quasi impossibile per me crederlo. Nella comunicazione sussistono determinate regole e molti (con libri, interventi sui media, seminari etc...) hanno cercato di scriverle e divulgarle. Queste regole però possono essere interpretare, riscritte, rivalutate e perfezionate a seconda del grado di conoscenza di ogni singola persona che ne usufruisca. Regole dettate da studi sociali, psicologici, comportamentali, testate per anni e sicure dei risultati confermati da studi statistici....Però la creativita e la genialità sono cose che non si apprendono. O si hanno o bisogna faticare e sforzarci per farle destare dall'assopimento e dai meandri della nostra mente. Leggere, informarsi, aggiornarsi, provare, osare....sono cose fondamentali da fare per raggiungere una buona conoscenza di questo magico mondo che è la comunicazione. Quella pubblicitaria poi.... Un saluto.

Monkey
31-03-2008, 10.33.51
...E.M.A.I.C.E.(E MAI CE lo dimenticheremo)che stà per Esagerazione-Movimento-Associazione Inusuale-Coinvolgimento Emotivo.uno studio fatto sulle funzioni della memoria(medoto GiGoTec,ogni tanto ripasso i vecchi appunti e note)ciao
ah allora si lo sapevo!! :D ora rivedo anche i miei appunti!

Franz
31-03-2008, 11.40.46
Io trovo che queste regole siano " efficaci" per gli stessi motivi per cui sono efficaci gli oroscopi:

1 sono affascinanti e suggestivi
2 ci prendono sempre perchè sono "generalisti"
3 si radicano sul passato, ma illudono di indicare una via futura...

A me piace molto la frase ( di Enzo Biagi) che ho messo nella firma digitale..., ma le ispirazioni di ognuno sono una parte fondamentale e distintiva del proprio carattere...e ognuno fa bene ad avere le sue..

greenfax
31-03-2008, 12.02.56
grazie del supporto didattico Renzo

wolfsd
31-03-2008, 12.36.17
Grande uomo Enzo Biagi, ma quella frase a me non piace per niente!
Mi rimanda molto a questioni irrisolte in Italia, da uomo del sud mi viene in mente una ricerca fatta da un sociologo americano nella mia regione di origine negli anni '50, da questa ricerca coniò il termine di familismo amorale.
Non è la mamma che deve dettare i principi ma la società!

Vincenzo

maxpetrignani
31-03-2008, 13.01.54
Ci sarebbe da imbastire un discorso lungo una vita. Mi piace Biagi, uno dei pochi "veri" giornalisti della nostra epoca. E, come di rito, se ne è andato come i migliori. Mi dispiace Vincenzo ma io credo più a mia madre che alla società moderna. Stanno scomparendo tutti i valori più importanti dell'uomo, si stanno assopendo e piano piano verranno dimenticati. E l'uomo si perderà. E io dovrei prendere la società, così generalizzata, come metro per imparare a vivere? Non credo proprio. E' anche vero che non tutti abbiamo le stesse mamme e quindi non si può generalizzare nemmeno questo. Ma io so quello che ho vissuto e sto vivendo io, sulla mia pelle, con le persone che mi amano e mi hanno amato. Per me la società è solamente un elemento esterno a cui devo adeguarmi per poter vivere in pace con gli altri esseri viventi. Poi sono io a valutare con quali di questi esseri viventi devo confrontarmi, prendere esempio, oppure scambiare opinioni... Ma devo dire che, senza ombra di dubbio, la mia famiglia ha già forgiato la parte più consistente della mia persona e io, per tutto quello che ho imparato, devo solamente rendergli merito. Oppure posso ritenermi un fortunato. Un saluto.

Monkey
31-03-2008, 13.14.19
e che ne dite di un "impariamo a vivere da tutte le persone che passano nella nostra vita, da ognuna prendiamo qualcosa (amici, mamma, parenti, colleghi, conoscenti...)"?...ho imparato anche da persone che ho visto per sole due ore e non avevano assolutamete nessun legame con me...

wolfsd
31-03-2008, 13.55.51
Chi compone e ricompone la società? O chi dovrebbe farlo?
Il discorso del familismo amorale è ritornato in voga da qualche anno dopo che molti avevano cercato di disintegrare questa teoria, considera che anche i magistrati che si occupano di mafia lo ritengono uno strumento molto utile di analisi, ma credo che questo non sia il momento e il luogo dove discuterne. Penso che ognuno di noi debba ringraziare la propria famiglia per l'educazione ecc. Ma quanti di noi si sentono di ringraziare professori, la scuola e quindi la società per averli formati? Io si, nei miei ricordi restano indelebili esperienze, persone, professori che mi hanno formato. Ci sono anche tanti ricordi brutti ma anche quelli servono.

Mentre scrivevo mi rendevo conto che nonostante le mie preoccupazioni rispetto al luogo di questo intervento, in realtà questi discorsi sono utili anche per la comunicazione: comunicare emozioni o riaccendere emozioni. :)

V.

greenfax
31-03-2008, 14.00.40
Tutto il mondo che ci circonda ci forma, come le esperienze che viviamo e le persone che incrociamo lungo la ns. strada. Proprio per questo per comunicare emozioni o riaccenderle bisogna nuovamente imparare a viverle e a discuterne esprimendosi con una vecchia ritrovata modalità: la parola

Franz
31-03-2008, 18.58.02
Mentre scrivevo mi rendevo conto che nonostante le mie preoccupazioni rispetto al luogo di questo intervento, in realtà questi discorsi sono utili anche per la comunicazione: comunicare emozioni o riaccendere emozioni. :)

V.



E' proprio per quello che come firma ho usato quella frase...Come " specialisti della comunicazione" siamo sempre alla ricerca della nostra pietra filosofale, ma spesso incappiamo in una serie di " uffici complicazioni affari semplici"...
Io ho una bimba molto piccola e tutti i giorni ho sotto gli occhi i tentativi e i progressi che fa per comunicare delle cose...non fa un lavoro diverso da quello che facciamo noi...

Il discorso comunque è molto ampio e ha diverse sfaccettature...io lo trovo particolarmente appassionante. Sarebbe utile che citassi le tue fonti relativamente alla teoria del " familiarismo amorale"...non lo conoscevo e vorrei approfondire.

Ad ogni modo ad un puro livello intuitivo da quello che dici non mi pare che sia in antitesi con la frase di Biagi...

tosca_052007
31-03-2008, 20.08.11
Nel nostro lavoro ognuno di comunica ed accende emozioni ogni giorno..sempre diverse fra di loro...ma che sicuramente evidenziano in maniera palese...ciò che volevamo esprimere..:)

renzoanselmi
31-03-2008, 20.44.33
Ehi..vedete stiamo comunicando,apprendendo e il confronto è troppo importante per capire"la società"che ci circonda,anzi se non stiamo attenti ci copre..è sempre un piacere leggervi..

wolfsd
01-04-2008, 10.49.13
Scusatemi se non ho citato la fonte: Banfield, "le basi morali di una società arretrata". La ricerca sul terreno la fece in Basilicata e precisamente a Chiaromonte dove soggiornò (provincia di Potenza). Nello stesso periodo un grande studioso di religioni, faceva altre ricerche antropologiche nelle stesse zone: Ernesto De Martino. I libri più famosi sono: "Sud e Magia" e "La Terra del rimorso". E per ultimo cito "Cristo si è fermato ad Eboli" di Carlo Levi; scusatemi se ho esagerato con le citazioni ma mi sembrava giusto fornire un quadro d'insieme.
E poi si parla di Basilicata e di sud :)

Vincenzo

giovannire
02-04-2008, 13.11.41
Leggendo i vostri post mi sono accorto che si fa molta fatica nel cercare di comunicare quello che per noi è valido per comunicare al meglio qualcosa.
In effetti la comunicazione è sempre attraversata da disturbi che rendono il messaggio poco leggibile da chi deve riceverlo. Il tutto dipende dai paradigmi. Ognuno di noi nella propria vita ha acquisito informazioni che generano una visione del mondo. Una vita vissuta in altro modo avrebbe generato diversi paradigmi e di conseguenza una diversa visione dell'insieme. Quanto è vicino il nostro paradigma a quello del nostro cliente?
Qual'è quello giusto?
Tornando dall'America mi sono accorto che determinate nostre "visioni" sono lontanissime dal loro modo di vedere le cose. Hanno ragione loro o abbiamo ragione noi?

Non possiamo recitare copioni scritti dai genitori, dai colleghi, dalla società. Noi siamo i responsabili della nostra efficacia e della maggior parte delle circostanze della nostra vita.

Basta fare quello che ci fa sentire meglio, quello che ci porterà a cercare nel nostro cuore con la massima diligenza, perchè è da esso che che provengono le migliori soluzioni, della vita e del nostro lavoro.

Franz
02-04-2008, 14.02.48
Leggendo i vostri post mi sono accorto che si fa molta fatica nel cercare di comunicare quello che per noi è valido per comunicare al meglio qualcosa.
In effetti la comunicazione è sempre attraversata da disturbi che rendono il messaggio poco leggibile da chi deve riceverlo. Il tutto dipende dai paradigmi. Ognuno di noi nella propria vita ha acquisito informazioni che generano una visione del mondo. Una vita vissuta in altro modo avrebbe generato diversi paradigmi e di conseguenza una diversa visione dell'insieme. Quanto è vicino il nostro paradigma a quello del nostro cliente?
Qual'è quello giusto?
Tornando dall'America mi sono accorto che determinate nostre "visioni" sono lontanissime dal loro modo di vedere le cose. Hanno ragione loro o abbiamo ragione noi?

Non possiamo recitare copioni scritti dai genitori, dai colleghi, dalla società. Noi siamo i responsabili della nostra efficacia e della maggior parte delle circostanze della nostra vita.

Basta fare quello che ci fa sentire meglio, quello che ci porterà a cercare nel nostro cuore con la massima diligenza, perchè è da esso che che provengono le migliori soluzioni, della vita e del nostro lavoro.


A questo riguardo mi permetto di fare una citazione e di discuterla un po':
Jaques Copeau, prima critico teatrale e poi regista teatrale lui stesso, nei primi del 1900 defini un suo percorso creativo basato sulla " sincerita con se stessi".
Per apprezzare appieno di cosa si tratta bisogna andare a leggersi il saggio di Freud su "heimlich - unheimlich" ( tradotto spesso con "normativo" e " perturbante") e la raccolta di saggi di Barthes che ogni "comuicatore" dovrebbe avere come bibbia : Miti d'oggi, e magari provare a riflettere sull'etimologia di una parola come " identità" ( la usiamo tanto per definire una individualità ben definita quanto per indicare l'esatto opposto: due cose che non hanno differenze...)

L'idea di fondo è che tutti siamo " identici"...siamo due gocce d'acqua ad un livello della nostra personalità e due fiocchi di neve( non ce ne sono due uguali )ad un altro...Essere sinceri con se stessi per Copeau significa scrutarsi fino ad andare oltre all'immagine che di noi vogliamo dare a noi stessi e che tanto ci condiziona fino ad andare a cogliere tutte le sensazioni del nostro essere senza alcun filtro. A questo livello di coscienza secondo Copeau siamo tutti uguali e parafrasando un altro drammaturgo francese ( Artaud ) possiamo dire che " sapere che l'anima ha uno sbocco corporeo permette di arrivare all'anima in senso inverso"...

Per metterla sul semplice questo ci fa capire perchè tante pubblicità "volgari" funzionano cosi bene... Più o meno inconsapevolmente quello che si fa richiamandosi ai nostri istinti più immediati è andare a pescare il livello delle nostre coscienze in cui siamo tutti uguali e finiamo per avere le stesse reazioni istintive, che però ad un livello più cosciente e mediato siamo più o meno disposti ad ammettere...
Ci tengo molto a non far confondere la teoria di Copeau con una legittimazione della trivialità nella comunicazione..anzi...
Copeau metteva in scena cose come " i fratelli Karamazov" , mica "Pierino e i fichissimi"...

Franz
02-04-2008, 14.03.38
Leggendo i vostri post mi sono accorto che si fa molta fatica nel cercare di comunicare quello che per noi è valido per comunicare al meglio qualcosa.
In effetti la comunicazione è sempre attraversata da disturbi che rendono il messaggio poco leggibile da chi deve riceverlo. Il tutto dipende dai paradigmi. Ognuno di noi nella propria vita ha acquisito informazioni che generano una visione del mondo. Una vita vissuta in altro modo avrebbe generato diversi paradigmi e di conseguenza una diversa visione dell'insieme. Quanto è vicino il nostro paradigma a quello del nostro cliente?
Qual'è quello giusto?
Tornando dall'America mi sono accorto che determinate nostre "visioni" sono lontanissime dal loro modo di vedere le cose. Hanno ragione loro o abbiamo ragione noi?

Non possiamo recitare copioni scritti dai genitori, dai colleghi, dalla società. Noi siamo i responsabili della nostra efficacia e della maggior parte delle circostanze della nostra vita.

Basta fare quello che ci fa sentire meglio, quello che ci porterà a cercare nel nostro cuore con la massima diligenza, perchè è da esso che che provengono le migliori soluzioni, della vita e del nostro lavoro.


A questo riguardo mi permetto di fare una citazione e di discuterla un po':
Jaques Copeau, prima critico teatrale e poi regista teatrale lui stesso, nei primi del 1900 defini un suo percorso creativo basato sulla " sincerita con se stessi".
Per apprezzare appieno di cosa si tratta bisogna andare a leggersi il saggio di Freud su "heimlich - unheimlich" ( tradotto spesso con "normativo" e " perturbante") e la raccolta di saggi di Barthes che ogni "comuicatore" dovrebbe avere come bibbia : Miti d'oggi, e magari provare a riflettere sull'etimologia di una parola come " identità" ( la usiamo tanto per definire una individualità ben definita quanto per indicare l'esatto opposto: due cose che non hanno differenze...)

L'idea di fondo è che tutti siamo " identici"...siamo due gocce d'acqua ad un livello della nostra personalità e due fiocchi di neve( non ce ne sono due uguali )ad un altro...Essere sinceri con se stessi per Copeau significa scrutarsi fino ad andare oltre all'immagine che di noi vogliamo dare a noi stessi e che tanto ci condiziona fino ad andare a cogliere tutte le sensazioni del nostro essere senza alcun filtro. A questo livello di coscienza secondo Copeau siamo tutti uguali e parafrasando un altro drammaturgo francese ( Artaud ) possiamo dire che " sapere che l'anima ha uno sbocco corporeo permette di arrivare all'anima in senso inverso"...

Per metterla sul semplice questo ci fa capire perchè tante pubblicità "volgari" funzionano cosi bene... Più o meno inconsapevolmente quello che si fa richiamandosi ai nostri istinti più immediati è andare a pescare il livello delle nostre coscienze in cui siamo tutti uguali e finiamo per avere le stesse reazioni istintive, che però ad un livello più cosciente e mediato siamo più o meno disposti ad ammettere...
Ci tengo molto a non far confondere la teoria di Copeau con una legittimazione della trivialità nella comunicazione..anzi...
Copeau metteva in scena cose come " i fratelli Karamazov" , mica "Pierino e i fichissimi"...

tosca_052007
02-04-2008, 14.20.30
Per metterla sul semplice questo ci fa capire perchè tante pubblicità "volgari" funzionano cosi bene... Più o meno inconsapevolmente quello che si fa richiamandosi ai nostri istinti più immediati è andare a pescare il livello delle nostre coscienze in cui siamo tutti uguali e finiamo per avere le stesse reazioni istintive, che però ad un livello più cosciente e mediato siamo più o meno disposti ad ammettere...


Il nocciolo della questione non è...poter colpire solo con pubblicità "volgari"...ma tutto sta nel saper entrare in quegli "istinti immediati" presenti in ognuno di noi...e per tutti noi uguali...ritengo che una pubblicità non deve per forza essere volgare...per attirare l'attenzione...ma può anche essere un semplice gioco di parole...o di immagini che ti istigano un senso...per poi raggiungerne un'altro...non so se mi sono spiegata...ed in ogni caso...dobbiamo sempre sapere noi ciò che vogliamo...di conseguenza..riusciremo sempre a capire ciò che ci chiede l'esterno (cliente)...non è facile riuscire a leggere i pensieri di ognuno...però mi sono accorta che facendoli parlare parecchio...riesco a carpire molto bene...ciò che vogliono...o forse sono stata fortunata fino ad oggi???:rolleyes:

P.S.: Atlantico volevi rimarcare il concetto???:D:D:D

Franz
02-04-2008, 14.34.22
Il nocciolo della questione non è...poter colpire solo con pubblicità "volgari"...ma tutto sta nel saper entrare in quegli "istinti immediati" presenti in ognuno di noi...e per tutti noi uguali...ritengo che una pubblicità non deve per forza essere volgare...per attirare l'attenzione...ma può anche essere un semplice gioco di parole...o di immagini che ti istigano un senso...per poi raggiungerne un'altro...non so se mi sono spiegata...ed in ogni caso...dobbiamo sempre sapere noi ciò che vogliamo...di conseguenza..riusciremo sempre a capire ciò che ci chiede l'esterno (cliente)...non è facile riuscire a leggere i pensieri di ognuno...però mi sono accorta che facendoli parlare parecchio...riesco a carpire molto bene...ciò che vogliono...o forse sono stata fortunata fino ad oggi???:rolleyes:

Forse hai male interpretato il mio messaggio o lo hai letto parzialmente...Quello che ho detto è in altre parole che le pubblicità "volgari" ( faccio l'esempio di quella televisiva della Vigorsol" ) utilizzano inconsapevolmente quel principio, ma che ritengo che quando questo metodo viene applicato ad altro si ottengano cose..sublimi...Il processo creativo di Fellini è praticamente lo stesso di Copeau e i suoi film realizzano quello stesso miracoloso paradosso di essere tremendamente introspettivi ( e quindi personali) e avere avuto un enorme successo di pubblico. Vale a dire che le sensazioni più profonde di una sola persona sono state fatte proprie da tantissime altre persone..In più i suoi film hanno avuto un grosso successo di critica...



Inoltre secondo fai benissimo ad ascoltare molto i tuoi clienti, ma credo che questo abbia più valore per "focalizzare" l'oggetto della comunicazione che in termini di creatività.
Comunque ogni teoria, quella di Copeau compresa, è discutibile...

tosca_052007
02-04-2008, 22.32.58
Credo proprio che sulla comunicazione possiamo discuterne in eterno...:D poichè ognuno di noi usa un metodo diverso...magari rifacendoci..anche se in minima parte a quelle famose 7 regole dettate dall'ADCI...anche se poi per lo più ci scontriamo con ambienti diversi...e dobbiamo sempre cercare di andare incontro anche alle mentalità dei nostri clienti...!!!

Comunque sono d'accordo con te..sulle varie teorie ne possiamo discutere...

Franz
03-04-2008, 11.05.45
Comunque sono d'accordo con te..sulle varie teorie ne possiamo discutere...

Siamo tutti qui per questo :D

giovannire
03-04-2008, 11.50.38
Tempo fa sul mio blog avevo messo quest'articolo

http://giovannire.blogspot.com/2007/10/5-principi-di-design-strategico.html

E' interessante vedere come le cose si agganciano tra di loro.

tosca_052007
03-04-2008, 14.12.09
E' proprio questo il bello del nostro lavoro...che non siamo dei semplici artisti...ma artisti/artigiani...che facciamo si...che ogni giorno ci sia in giro una nostra "opera" alla quale non si dice solo bella o mi piace....ma si dice anche che sta funzionando e sta dando i risultati che si vogliono...credo che sia la soddisfazione migliore:)