Parse error: syntax error, unexpected '<' in /var/www/vhosts/rolandforum.com/httpdocs/archive/index.php(475) : eval()'d code on line 1
codice deontologico dell'artigiano tecnologico.. [Archivio] - Forum Artigiano Tecnologico

PDA

Visualizza versione completa : codice deontologico dell'artigiano tecnologico..


Franz
04-03-2008, 21.26.59
Nella discussione con WOLFSD ( produzione EU) si è fatta strada un'idea...


Che ne pensate di compilare un nostro codice deontologico e di progettare un sistema di valutazione " etica" di contenuti, tecnologie e materiali?



Un paio di articoli ad esempio potrebbero essere una cosa tipo:

1- Gli artigiani tecnologici non usano prodotti di fabbriche che non siano a norma con le disposizioni sull'inquinamento e sul lavoro dipendente.

2 -Gli artigiani tecnologici sono consapevoli di utilizzare necessariamente prodotti variamente nocivi all'ambiente. Si impegnano per questo ad ottimizzarne l'utilizzo e a ricercare costantemente soluzioni ecocompatibili.

Sarebbe bello che ognuno di noi provasse a scrivere qualche articolo!

greenfax
05-03-2008, 00.03.19
oltre che di un codice deontologico, sarebbe utile una certificazione Artigiano Tecnologico e magari portare a termine una vecchia idea, la guida - mappa degli Artigiani Tecnologici nelle varie regioni, riferimenti, pubblicazioni,un po' un gambero rosso. chissà se sarà la volta buona

wolfsd
05-03-2008, 10.19.56
Fantastica idea :)
sarebbe veramente bello riuscire a distinguersi, come abbiamo già fatto con le macchine scelte per la stampa (ecosolvent).
Sono assolutamente d'accordo con Atlantico sas (Francesco giusto?).

Vincenzo

Monkey
05-03-2008, 10.24.20
ieri sera annebbiata dai decimi e dolori qua e là avevo letto "dentologico" e mi son detta...ammazza oh, sti artigiani sò proprio intraprendenti! stamattina sono n'attimino più lucida :D mi piace tanto la cosa, già proposta in precedenza,della certificazione artigiano tecnologico!

ideawebstore
05-03-2008, 10.33.28
oltre che di un codice deontologico, sarebbe utile una certificazione Artigiano Tecnologico e magari portare a termine una vecchia idea, la guida - mappa degli Artigiani Tecnologici nelle varie regioni, riferimenti, pubblicazioni,un po' un gambero rosso. chissà se sarà la volta buona

Sono assolutamente d'accordo, credo che nel mercato in cui operiamo, un "plus" irrinunciabile è quello della formazione e qualità certificata, per avere degli argomenti da discutere con i potenziali clienti, che sappiamo tutti nella maggior parte dei casi si fermano soltano al prezzo!

Franz
05-03-2008, 10.40.30
Si, mi chiamo Francesco...sono nuovo di queste parti e non sapevo, pur potendolo immaginare che si fossero già fatti discorsi di questo tipo, ma la cosa mi fa piacere, perchè vuol dire che una mezza intenzione nell'aria c'è già e solleticandola per bene riusciremo a cavarne qualcosa di buono.

Nell'ottica di "creazione del valore" delle nostre opere certo che l'idea della certificazione è ottima, così come pure della guida...ma gli articoli dove sono? :)

E mi viene in mente un'altra cosa...pensate a quanti siamo e pensate al potere contrattuale ( non parlo tanto dei prezzi, ma della ecocompatibilità e delle altre caratteristiche "etiche" da cui è partita questa discussione) che potremmo avere nei confronti dei fornitori...

giovannire
05-03-2008, 12.09.14
I discordi di Francesco sono importantissimi. Sono alla base di ciò che viene definita crescita o sviluppo sostenibile. Dato che noi amiamo la grafica vi faccio vedere in immagine il concetto espresso da Francesco.

Ho seguito un seminario di Chris Bangle (il designer della BMW) che ha basato tutto il suo discorso su questo concetto.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9d/Sviluppo_sostenibile.svg/350px-Sviluppo_sostenibile.svg.png

claudio_azcolor
05-03-2008, 13.25.12
come potremmo però fare per certificare? test tipo certificazioni adobe o prova pratica?

plugin
05-03-2008, 13.25.16
...CUT...

E mi viene in mente un'altra cosa...pensate a quanti siamo e pensate al potere contrattuale ( non parlo tanto dei prezzi, ma della ecocompatibilità e delle altre caratteristiche "etiche" da cui è partita questa discussione) che potremmo avere nei confronti dei fornitori...

belle parole, che ancora una volta, mi portano a chiedere: e in ROLAND, come vedono questo argomento?
alcuni colleghi, già altre volte hanno chiesto un più evidente interessamento agli aspetti relativi al trattamento del rifiuto "inchiostro", come il recupero a domicilio delle cartucce esauste (che altrove e altre aziende fanno ormai da tempo).
forse ho perso io i messaggi, ma non mi pare di aver mai letto risposte ufficiali e la questione resta sempre demandata agli utenti "finali" :-(

sono argomenti importanti e la soluzione non può essere ignorarli o scaricarli a valle: sempre più (per fortuna) si sta affermando il concetto secondo cui chi produce o mette in circolazione il prodotto-rifiuto, debba farsi carico del trattamento-smaltimento a fine del suo ciclo di vita...

Franz
05-03-2008, 13.35.55
per Giovanni:

pensavo di fare uno schema alla Greimas ( è un po' il mio Cartesio...se sai chi è ti regalo un laccetto :D), ma questo di Bangle ad insiemi è molto intuitivo ed esauriente...così potro dedicarmi ad imparare meglio la grafica e a lasciare i bei tempi andati a stuidare semiotica...


per Plug in:
certo che l'ecosolvent è gia un passo avanti...a poco a poco si fece Roma, ma proprio per non far si che le belle parole restino tali bisogna creare un testo coumne con un sistema di valutazione cui attenersi...lo sviluppo e la crescita vanno sostenuti anche con un sistema di "motivazione"

quindi stavolta non molliamo! :-)

davidex2
05-03-2008, 14.24.49
Francesco, appoggio anc'io a pieno queste tue idee. Credo sia un valore aggiunto sia sotto al punto di vista aziendale che ecologico.

Spero che questo progetto venga seriamente preso in considerazione e sviluppato.

greenfax
05-03-2008, 14.34.02
belle parole, che ancora una volta, mi portano a chiedere: e in ROLAND, come vedono questo argomento?
alcuni colleghi, già altre volte hanno chiesto un più evidente interessamento agli aspetti relativi al trattamento del rifiuto "inchiostro", come il recupero a domicilio delle cartucce esauste (che altrove e altre aziende fanno ormai da tempo).
forse ho perso io i messaggi, ma non mi pare di aver mai letto risposte ufficiali e la questione resta sempre demandata agli utenti "finali" :-(

sono argomenti importanti e la soluzione non può essere ignorarli o scaricarli a valle: sempre più (per fortuna) si sta affermando il concetto secondo cui chi produce o mette in circolazione il prodotto-rifiuto, debba farsi carico del trattamento-smaltimento a fine del suo ciclo di vita...


La possibilità di restituire "i riifiuti" sarebbe molto comoda per tutti noi, unico problema, quanto viene ad incidere sul costo del singolo pezzo. Magari per la Roland ora mettere su un sistema di recupero, trasporto, ricezione, smaltimento, rilascio certificazione sarebbe troppo tutto insieme o magari inciderebbe troppo sui cost di ognuno di noi. è vero che ci sono aziende che già lo fanno, valutiamo bene tutto. nei rifiuti speciali non rientrano solo quelli roland ma anche altri materiali di scarto che tutti noi produciamo, quindi il costo dei rifiuti speciali dovremmo sopportarlo ugualmente + l'incidenza del costo sui prodotti roland che acquisteremmo. Potrebbe essere una doppia spesa?

wolfsd
05-03-2008, 15.17.15
La cosa sta prendendo forma e questo è molto positivo, ma penso anche che non dobbiamo fare l'errore dell'altra volta, mi riferisco a qualche mese fa sulla mailing list. Ognuno di noi può fare subito qualcosa, tipo utilizzare supporti e materiali in genere certificati, se considerate che probabilmente quasi tutti noi inconsapevolmente lo fanno acquistando questi materiali da aziende europee o certificate, questa diventa la cosa più semplice.
Per quanto riguarda i rifiuti ognuno di noi deve per legge attenersi alle normative locali sui rifiuti (provincia, regione etc) e quindi anche questo diventa un problema secondario. Per ciò che concerne Roland, a me per il momento interessa che posso lavorare su una macchina fabbricata in Giappone con tutte le garanzie e rivenduta in Italia da una struttura Roland che conosciamo direttamente e in fatto di garanzie al cliente e tutto il resto non è seconda a nessuno. L'unica cosa che Roland potrebbe fare è lasciarci la possibilità di usare il marchio A T affiancato e al limite vincolato ad un codice deontologico.
Scusate se sono stato un po' confuso, ma (per fortuna) siamo pieni di lavoro e non riesco a scrivere e fare ragionamenti compiuti con la fretta.:o

Ciao

Vincenzo

GPDesign
05-03-2008, 15.23.25
Bisogna anche uniformare il metodo di stampa?
Perchè credo che stampiamo tutti in modo differente, su materiali differenti e con qualità differente. :eek:
Uniformarsi in questo senso lo trovo parecchio difficile :confused:

Franz
05-03-2008, 15.44.36
Attenzione:

ho fatto riferimento all'Artigiano Tecnologico solo in quanto gruppo in qualche modo selezionato e in qualche modo già cooperante, ma questo non presuppone necessariamente un patrocinio da parte di Roland...anzi: Roland in qualche modo può essere il primo dei nostri interlocutori.

Per quanto mi riguarda la qualità di stampa come scelta creativa/produttiva non la ritengo sensibile ai problemi etici e di sviluppo sostenibili...D'altra parte il codice dovrebbe essere un valore aggiunto, non una restrizione...


Comunque il piatto degli articoli ancora langue...coraggio!

Monkey
05-03-2008, 15.45.57
Bisogna anche uniformare il metodo di stampa?
Perchè credo che stampiamo tutti in modo differente, su materiali differenti e con qualità differente. :eek:
Uniformarsi in questo senso lo trovo parecchio difficile :confused:
questo credo sia impossibile...la stampa dipende dalle esigenze del cliente, dell'ambiente e di ciascuno di noi. come si fa a dare un'unica impronta?

mirko
05-03-2008, 15.51.33
d'accordissimo per il codice deontologico.
bella idea

Franz
05-03-2008, 15.53.09
questo credo sia impossibile...la stampa dipende dalle esigenze del cliente, dell'ambiente e di ciascuno di noi. come si fa a dare un'unica impronta?

" La gente non sa quello che vuole finchè non le viene proposto"... questo per quanto riguarda le esigenze del cliente...

comunque ripeto che uniformare la stampa andrebbe in contraddizione con il principio di Artigianato...se tutti facessimo stampe uguali saremmo una specie di Network della stampa...

Non dobbiamo stampare tutti ugualmente tutti sugli stessi materiali, ma incoraggiare i nostri fornitori ad offrirci un maggior numero di prodotti "eticamente corretti" e proporli ai nostri clienti.

giovannire
05-03-2008, 15.55.49
Tempo fa avevo indicato alcune "conoscenze" che secondo me erano indispensabili per ogni "artigiano tecnologico" che si rispetti.

Oltre la conoscenza dei 5 elementi (macchina, inchiostri, materiali, ambiente e software) ci sono argomenti che non puoi non tener conto per il tuo lavoro.
Marketing, vendite, gestione aziendale, normative comunali e regionali, colorimetria, vetrinistica, semantica, ecc.ecc.

Ne avevo catalogate circa 50 divise in 5 famiglie.

Superando l'esame per ogni "materia" ci sarebbe una uniformità di conoscenze e quindi di risultati.

Ci sono persone in questo forum che hanno eccellenza in determinati campi. Noi abbiamo delle conoscenze di personaggi illustri in altri campi. Unendo le forze forse riusciamo a far nascere questo grande progetto.

Io sono pronto!

davidex2
05-03-2008, 15.56.03
Bisognerebbe restituire al corriere che ci consegna gli inchiostri, quelli usati, e altrettanto dovrebbe fare il rivenditore. Se non altro, le cartucce vuote avranno un costo, perchè non riutilizzarle per ricompensare il costo di trasporto?

Monkey
05-03-2008, 16.00.17
" La gente non sa quello che vuole finchè non le viene proposto"... questo per quanto riguarda le esigenze del cliente...

perdonami è vero ciò che dici ma non sempre. se arriva un cliente e dice: questo è il mio logo...voglio questi colori, non fai di testa tua proponendo un cambio di colori sociali. era questa la mia "esigenza" del cliente.
e comunque prova a lavorare con grosse aziende...ti dico io se non hanno esigenze. io ne ho a che fare tutti i giorni, non posso mettere mano a nulla :)

Franz
05-03-2008, 16.02.08
Oltre la conoscenza dei 5 elementi (macchina, inchiostri, materiali, ambiente e software) ci sono argomenti che non puoi non tener conto per il tuo lavoro.
Marketing, vendite, gestione aziendale, normative comunali e regionali, colorimetria, vetrinistica, semantica, ecc.ecc.

Ne avevo catalogate circa 50 divise in 5 famiglie.

Superando l'esame per ogni "materia" ci sarebbe una uniformità di conoscenze e quindi di risultati.

Ci sono persone in questo forum che hanno eccellenza in determinati campi. Noi abbiamo delle conoscenze di personaggi illustri in altri campi. Unendo le forze forse riusciamo a far nascere questo grande progetto.

Io sono pronto!


Come ti ho gia detto io ho una formazione DAMSIANA...magari non è una "eccellenza", come la chiami tu, ma dato che sul piano della grafica sono ancora scarso, offro volentieri il mio contributo in termini di pensiero laterale...

GPDesign
05-03-2008, 16.05.11
... offro volentieri il mio contributo in termini di pensiero laterale...
E questo che diavolo è? :confused: :eek: :D

Franz
05-03-2008, 16.08.25
perdonami è vero ciò che dici ma non sempre. se arriva un cliente e dice: questo è il mio logo...voglio questi colori, non fai di testa tua proponendo un cambio di colori sociali. era questa la mia "esigenza" del cliente.
e comunque prova a lavorare con grosse aziende...ti dico io se non hanno esigenze. io ne ho a che fare tutti i giorni, non posso mettere mano a nulla :)

Questa in realtà sarebbe materia per un altra discussione...comunque non mi faccio portatore della verità assoluta...certo però che ognuno ha le sue aspirazioni e ispirazioni da seguire...e qui si vuole solo cercare un intento di collettivizzazione di queste...
Anch'io ho clienti con le tue " esigenze" e se ho tanto a cuore questa discussione è proprio perchè vorrei averne sempre meno...

Intendo dire che quando qualcuno entra nei nostri negozi deve pensare sempre di poter uscire migliore e non di avere a che fare con "gente che stampa"...

Monkey
05-03-2008, 16.12.00
Intendo dire che quando qualcuno entra nei nostri negozi deve pensare sempre di poter uscire migliore e non di avere a che fare con "gente che stampa"...
bella frase e mi trovi superdaccordo, ma purtroppo in tutto ci sono dei limiti. se ti viene un cliente grosso a livello nazionale tu devi eseguire e stop. se non esegui lo hai perso...c'è un'immagine univoca da seguire uguale in tutta italia e estero. tu ti devi solo accodare e diventi "gente che stampa"

MarcoGalliService
05-03-2008, 16.16.33
Il pensiero laterale è affascinante, io l'ho imparato da uno psicologo una decina di anni fa a un corso... Aldo Terraciano, persona squisita.

Con il termine pensiero laterale, coniato dallo psicologo maltese Edward de Bono, si intende una modalità di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio indiretto ovvero l'osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta al problema.

Mentre una soluzione diretta prevede il ricorso alla logica sequenziale, risolvendo il problema partendo dalle considerazioni che sembrano più ovvie, il pensiero laterale se ne discosta (da cui il termine laterale) e cerca punti di vista alternativi prima di cercare la soluzione.

Ne ricordo un quiz carino, lo pubblico appena posso e voglio vedere chi ci arriva... ;)

MarcoGalliService
05-03-2008, 16.21.18
@Cata

Ti è sfuggita questa sua frase...

CUTAnch'io ho clienti con le tue " esigenze" e se ho tanto a cuore questa discussione è proprio perchè vorrei averne sempre meno...

Sa anche lui, come so anche io, che con clienti grossi non si ragiona, non puoi dargli nulla di tuo perchè realmente sei solo un operaio che lavora per lui e basta... quello di cui stiamo discutendo qua penso sia proprio dedicato a tutto il resto della clientela e mi trovo d'accordo anche io.

Logicamente parliamo sempre di ambito "artigiano tecnologico"... se devo produrre in serie per grosse aziende mi doterò di nuove macchine, mi dedicherò al loro lavoro (spesso purtroppo anche ai loro prezzi!) e diventerò un "industriale tecnologico"... :D

GPDesign
05-03-2008, 16.21.28
Ma il VW e Corel non sono già abbastanza contorti che vi mettete anche a apensare a queste cose? :D:o

Franz
05-03-2008, 16.24.58
Hai colto perfettamente nel segno Marco...

per dirla sotto metafora: non si può giocare a calcio su un campo da tennis... :-)

Monkey
05-03-2008, 16.26.52
chiedo umilmente perdono per la distrazione :(...MEA CULPA! però possibile che non c'è un modo per "educare" questi clienti grossi...parlo dal piccolo della mia età e conoscenza in questo mondo. spesse volte mi sento in gabbia c'ho la "creatività repressa" :D

Franz
05-03-2008, 16.36.58
La verità è che " i clienti grossi" hanno le loro ragioni di fare in quel modo...
Una cosa da non sottovalutare è che anche la tua creatività che trovo molto particolare e riconoscibile ( ho dato un occhiata al tuo sito...) produrrebbe delle cose radicalmente diverse da quelle che hai concepito se tu lavorassi con un team di 20 persone....in quegli ambienti prevale il " dai scorcia"..altro che creatività e pensiero laterale...

Loro hanno altre scale di pensiero e vivono di un certo paradosso: organizzare la creatività...
Io avevo un ottimo lavoro in una grande azienda " creativa" e mi sono ritrovato a non poter spostare un tavolo perchè non c'era l'elettricista che veniva a riprendersi il suo cavo poggiato sul tavolo....Eppure quando lavori a certi livelli devi considerare se spostando il tavolo guadagni di più di quanto potresti perdere rischiando di perdere il cavo....


Ecco: hanno ragione tutti a fare quello che fanno...ma noi possiamo scegliere da che parte stare...

wolfsd
05-03-2008, 17.15.49
Ci sono alcuni clienti grossi già "educati", però non parlo di aziende ma di grosse organizzazioni che badano, anche per statuto a ciò di cui abbiamo parlato durante questi giori.
Il mio primo intervento sulla produzione EU nasce dalla richiesta di uno di questi clienti che abbiamo avuto l'onore di avere, e con cui stiamo per chiudere un lavoro.


V.

MarcoGalliService
05-03-2008, 17.24.58
Dipende di quali clienti grossi si parla... se parliamo di clienti che possono portare un quantitativo notevole di lavoro "e basta" allora forse potrebbero essere propensi ad avere spunti da noi, magari non nell'immagine da scegliere ma sicuramente nei prodotti... anche se grossi capita che non hanno la minima idea di quello che si può produrre oggi... finchè non ne vedono esempi in giro... o da noi! :D Se mi sposterò, cosa probabile, ho intenzione di adibire parte del negozio a una piccola esposizione dei miei prodotti...

Se si parla invece di clienti, per capirci, da pubblicità su Canale 5 o roba del genere... a parte il fatto che io personalmente non mi ci imbarco con loro, ma comunque hanno i loro reparti che si occupano di tutto quello che riguarda la creatività, il marketing e l'immagine, a volte addirittura centralizzati (se si tratta ad esempio di un franchising o di multinazionali) per cui a loro serve semplicemente un mero operatore, che faccia quel che gli si dice... molto probabilmente facendogli spendere il meno possibile! :D

Franz
05-03-2008, 18.10.54
Bene...abbiamo appurato che probabilmente ai clienti " da Canale 5" seviamo solo come "agenzie di prototipazione"...cioè...vengono da noi e ci fanno i complimenti perchè come AT abbiamo creato qualcosa di interessante...dopodichè siccome hanno bisogno di un'altra scala di grandezze o noi investiamo per aumentare le tirature e diventiamo "Industiali Tecnologici" oppure ci prendiamo i loro saluti...

Per quanto riguarda l'idea dell'esposizione di Marco mi fa venire in mente un altro aspetto di una possibile corporazione di artigiani tecnologici...
in qualche modo ne parlavamo con Giovanni al corso qualche giorno fa...
Io ho un negozio fin troppo grande per ospitare il mio plotterino, qualche scrivania e un paio di computer, cosi ho deciso di creare un ampia area esposizione...
Non vi nascondo che mi piacerebbe poter esporre anche soluzioni offerte da altri colleghi AT. Ci si potrebbe mettere d'accordo per una commissione e poi reindirizzare il lavoro al leggittimo proprietario dell'idea...
Esempio: Marco è uno specialista delle insegne lenticolari ( faccio per dire...non lo so...), piuttosto che cimentarci con le nostre 3 o 4 richieste all'anno ( perchè magari il nostro settore è un altro) ognuno di noi potrebbe esporre un campione della specialità di Marco e collezionare i suoi ordini, ovviamente dietro riconoscimento di un compenso...

Anche qui si renderebbe necessario un codice e una valutazione che diano criteri per il riconoscimento di una specializzazione dell AT


Questo è un'altra possibilità che andrebbe discussa...perchè immagino che ll'idea di essere tutti potenziali concorrenti serpeggi in ognuno di noi...

davidex2
05-03-2008, 19.01.54
Bene...abbiamo appurato che probabilmente ai clienti " da Canale 5" seviamo solo come "agenzie di prototipazione"...cioè...vengono da noi e ci fanno i complimenti perchè come AT abbiamo creato qualcosa di interessante...dopodichè siccome hanno bisogno di un'altra scala di grandezze o noi investiamo per aumentare le tirature e diventiamo "Industiali Tecnologici" oppure ci prendiamo i loro saluti...

Per quanto riguarda l'idea dell'esposizione di Marco mi fa venire in mente un altro aspetto di una possibile corporazione di artigiani tecnologici...
in qualche modo ne parlavamo con Giovanni al corso qualche giorno fa...
Io ho un negozio fin troppo grande per ospitare il mio plotterino, qualche scrivania e un paio di computer, cosi ho deciso di creare un ampia area esposizione...
Non vi nascondo che mi piacerebbe poter esporre anche soluzioni offerte da altri colleghi AT. Ci si potrebbe mettere d'accordo per una commissione e poi reindirizzare il lavoro al leggittimo proprietario dell'idea...
Esempio: Marco è uno specialista delle insegne lenticolari ( faccio per dire...non lo so...), piuttosto che cimentarci con le nostre 3 o 4 richieste all'anno ( perchè magari il nostro settore è un altro) ognuno di noi potrebbe esporre un campione della specialità di Marco e collezionare i suoi ordini, ovviamente dietro riconoscimento di un compenso...

Anche qui si renderebbe necessario un codice e una valutazione che diano criteri per il riconoscimento di una specializzazione dell AT


Questo è un'altra possibilità che andrebbe discussa...perchè immagino che ll'idea di essere tutti potenziali concorrenti serpeggi in ognuno di noi...


Però se ci pensi bene non ci sono 100 lavori diversi su cui ognuno di noi è specializzato.

Bene sarebbe essere tutti in grado di fare tutto e proporci come esperti di queste tipologie di lavoro, sparsi in tutta italia.

Già quando si parlava del "gruppo di lavoro degli artigiani tecnologici", avevo avanzato un'ipotesi di diventare dei punti di riferimento per grandi realtà, o comunque aziende che abbiano bisogno ad esempio di cambiare l'allestimento estetico o di decorare simultaneamente e in tutta italia i propri punti vendita.

Solo come gruppo saremo in grado di soddisfare queste esigenze, come nessun'altra azienda possa essere in grado. Ed ogni artigiano segue la propria zona, prendendosi le proprie responsabilità...

Franz
05-03-2008, 20.29.49
beh...in effetti hai ragione Davide...considerato anche che siamo più di 350 solo su questo forum...
A dire il vero non mi viene in mente quanti tipi di specializzazione ci siano..., ma se estendiamo le Specs ad esempio a tutti i prodotti roland giurerei che raggiungeremmo alcune decine...E poi ovviamente ci sarebbe la scala di valutazione...io ad esempio allo stato attuale non mi sogno neanche di propormi come specialista, ma metterei volentieri a disposizione la mia " vetrina".

Per quanto riguarda:

Già quando si parlava del "gruppo di lavoro degli artigiani tecnologici", avevo avanzato un'ipotesi di diventare dei punti di riferimento per grandi realtà, o comunque aziende che abbiano bisogno ad esempio di cambiare l'allestimento estetico o di decorare simultaneamente e in tutta italia i propri punti vendita.

era uno sviluppo che non immaginavo, ma cavolo...certo che avete tutti in mente quello che si potrebbe fare se ci si potesse fidare dei propri collaboratori...e sono tutte cose molto interessanti...

Se si riesce ad imbrigliare vecchi vizi e tentazioni della socialità umana le potenzialità di gruppo diventano esponenziali....

Io dico sempre: che con due ottimi collaboratori potrei far fronte a 100.000 euro di debiti partendo dal non avere niente...E qui non siamo a questi estremi, no?

Vittorio Neri
05-03-2008, 20.45.19
Stefano,

in Roland Giappone fanno già tantissimo per l'utilizzo del materiale riciclato, risparmio energetico e recupero cartucce. Si sta lavorando per un modello similare in Europa.
Questo comunque è il report ambientale (http://www.rolanddg.it/upload_area/files_pagine/E-Report2007.pdf)che la Corporation pubblica annualmente. Raccolgo altri dati e vi faccio sapere.

Franz
05-03-2008, 21.01.13
Stefano,

in Roland Giappone fanno già tantissimo per l'utilizzo del materiale riciclato, risparmio energetico e recupero cartucce. Si sta lavorando per un modello similare in Europa.
Questo comunque è il report ambientale (http://www.rolanddg.it/upload_area/files_pagine/E-Report2007.pdf)che la Corporation pubblica annualmente. Raccolgo altri dati e vi faccio sapere.

Grande Vuenne!

ops...è in giapponese??

plugin
06-03-2008, 00.08.46
Grande Vuenne!

ops...è in giapponese??

no, in inglese.

però direi che se qualcuno deve esser grande, in questa occasione sono i giapponesi, che FANNO quel che vittorio riporta.
e nel 2006 hanno ritirato e riciclato 10 tonnellate di cartucce esauste.

lo dico come sprone e non con intento offensivo, che "parlare con l'intermediazione" come facciamo qui potrebbe creare fraintendimenti, apprezzo molto l'impegno, ma trovo un po' debole l'approccio.
mi ricorda quando, anni fa, bimbetto dell'asilo, mi vantavo dei successi ottenuti da mio fratello maggiore...

l'orgoglio aziendale è un ottimo carburante, ma da cliente/utente vorrei di più. il recupero delle cartucce vuote non credo sia cosa banale da realizzare, ma nemmeno impossibile. dando per scontato che il procedimento abbia un reale impatto positivo, sennò cade tutto il ragionamento (ma se altrove lo fanno... speriamo abbiano già fatto serie valutazioni in merito ;-)), spenderei ben volentieri qualche euro in più ognuna per restituirle vuote a roland perché le ri-riempia.

sarebbe un'altro piccolo passo verso l'etica cui mi piace rifarmi e forse anche un po' come avere un altro fratello maggiore di cui potermi vantare con gli amici.

Franz
06-03-2008, 10.14.57
per Plug In

certo, l'approccio è un po' debole..ma il fatto è che io sono nuovo e devo capire un po' qual'è lo scenario...e sicuramente da solo non posso combinare niente di particolarmente efficace...Quelli che navigano in questi mari da più tempo però si possono permettere senz'altro un modo di proporre le cose a impatto più alto...per questo ben vengano le osservazioni come la tua e ogni proposta dei più esperti...e soprattutto un impegno di gruppo..

plugin
06-03-2008, 11.59.55
per Plug In

certo, l'approccio è un po' debole..ma il fatto è che io sono nuovo e devo capire un po' qual'è lo scenario...e sicuramente da solo non posso combinare niente di particolarmente efficace...Quelli che navigano in questi mari da più tempo però si possono permettere senz'altro un modo di proporre le cose a impatto più alto...per questo ben vengano le osservazioni come la tua e ogni proposta dei più esperti...e soprattutto un impegno di gruppo..

è proprio in questo contesto che intendevo lo sprone a roland: se chi ci vende le cartucce (chissà quante migliaia l'anno) individua le modalità adeguate per il recupero e riutilizzo delle stesse e se ne fa promotore, l'impatto diventa subito "interessante".

per dirla sul grafico di giovanni: l'impegno dovrebbe esser teso a far coincidere teoria e pratica per poter rientrare nello spazio d'intersezione dei 3 fattori sociale-economico-ambientale

Franz
06-03-2008, 14.31.00
Avevo colpevolmente riflettuto con superficialità su questo aspetto...ora che mi ci fai ripensare sono d'accordo con te..

claudio_zenesini
07-03-2008, 08.16.59
belle parole, che ancora una volta, mi portano a chiedere: e in ROLAND, come vedono questo argomento?
alcuni colleghi, già altre volte hanno chiesto un più evidente interessamento agli aspetti relativi al trattamento del rifiuto "inchiostro", come il recupero a domicilio delle cartucce esauste (che altrove e altre aziende fanno ormai da tempo).
forse ho perso io i messaggi, ma non mi pare di aver mai letto risposte ufficiali e la questione resta sempre demandata agli utenti "finali" :-(

sono argomenti importanti e la soluzione non può essere ignorarli o scaricarli a valle: sempre più (per fortuna) si sta affermando il concetto secondo cui chi produce o mette in circolazione il prodotto-rifiuto, debba farsi carico del trattamento-smaltimento a fine del suo ciclo di vita...

è si Stefano, sembra anche a me che se ne sia già parlato...

Franz
07-03-2008, 16.37.03
Sembra che su alcuni veterani del forum aleggi una specie di passato disillusorio...qualcuno mi potrebbe spiegare come è andata la vecchia discussione su questi temi?

sefort
12-03-2008, 13.51.43
che se ne continua a parlare, ma non si vede niente di reale!

Franz
12-03-2008, 13.56.55
ci vorrebbe una figura carismatica...o un gruppetto di persone che si occupino di fare un programma di attuazione...

ci sono candidature?...


io mi offro di collaborare con tutte le mie forze, ma preferirei che a guidare i giochi sia qualcuno con più esperienza..

greenfax
12-03-2008, 22.15.32
ci vorrebbe una figura carismatica...o un gruppetto di persone che si occupino di fare un programma di attuazione...

ci sono candidature?...


io mi offro di collaborare con tutte le mie forze, ma preferirei che a guidare i giochi sia qualcuno con più esperienza..

il codice deontologico o almeno delle regole base che ci accomunino è necessario, a disposizione per eventuali idee e collaborazioni, siamo tra i primi ad averlo proposto

plugin
12-03-2008, 22.54.23
se dobbiamo basare un codice deontologico sulla presenza di figure carismatiche, per carità, non parliamone nemmeno. oltre le basilari norme dettate dal buon senso, credo servano protocolli basati su tecnica ed esperienza e non sull'appeal che una persona possa dimostrare.

e se vogliamo stilare solo una serie di regolette "di purezza e onesta", allora non mi interessa.

sono invece fortemente interessato, e confermo la disponibilità e voglia di partecipare alla cosa, se servisse a gettare le basi per qualcosa di più ampio, come potrebbe essere una associazione di categoria dell'artigianato nel settore delle arti grafiche.
su queste basi, metto volentieri a disposizione l'esperienza "associativa" maturata negli anni dalle mie società (partecipiamo ad alcuni consorzi interregionali; siamo nel direttivo di api nordovest; abbiamo sviluppato progetti d'internazionalizzazione d'impresa in centro america e nell'est europeo).

stabiliamo dove e quando e contiamo quanti oltrepassato il "momento delle parole", oltre a portare idee, sian disposti a muoversi (e, necessariamente, metter mano al portafoglio)

Franz
13-03-2008, 10.27.28
se dobbiamo basare un codice deontologico sulla presenza di figure carismatiche, per carità, non parliamone nemmeno. oltre le basilari norme dettate dal buon senso, credo servano protocolli basati su tecnica ed esperienza e non sull'appeal che una persona possa dimostrare.

e se vogliamo stilare solo una serie di regolette "di purezza e onesta", allora non mi interessa.

sono invece fortemente interessato, e confermo la disponibilità e voglia di partecipare alla cosa, se servisse a gettare le basi per qualcosa di più ampio, come potrebbe essere una associazione di categoria dell'artigianato nel settore delle arti grafiche.
su queste basi, metto volentieri a disposizione l'esperienza "associativa" maturata negli anni dalle mie società (partecipiamo ad alcuni consorzi interregionali; siamo nel direttivo di api nordovest; abbiamo sviluppato progetti d'internazionalizzazione d'impresa in centro america e nell'est europeo).

stabiliamo dove e quando e contiamo quanti oltrepassato il "momento delle parole", oltre a portare idee, sian disposti a muoversi (e, necessariamente, metter mano al portafoglio)

Sono d'accordissimo con te su tutto quello che hai scritto...tranne che hai frainteso la mia "richiesta" di una figura carismatica"...per quanto ne so io ogni società/associazione nasce come esigenza che si collettivizza e nomina un " esecutivo"...ora quello che voglio dire e che io essendo nuovo sia di questo mestiere, che di questo gruppo di persone, non mi posso arrogare l'idoneità ad essere "l'amministratore"...e quindi proponevo che fossero persone più esperte a dirigere il passaggio dal pensiero all'atto...Per quello che vedo qui ( ma non li conosco nella vita reale e quindi non so...) io potrei proporre una persona con Marco ( Marcogalliservice) e/o Davide ( mr tutoral...)
Tutto cio ovviamente senza volermi esimere dall'impegno alla nostra causa...

Franz
07-04-2008, 11.44.32
Adesso che siamo molti di più mi piacerebbe riprendere questa discussione...

Che cosa ne pensano i nuovi arrivati?

pop
07-04-2008, 12.21.06
Ciao Giovanni, vedo che la tua foto vira legggermente!!! sul magenta, non sarà l'immagine...che ti ho inviato???

Piero

fattore "C"
07-04-2008, 12.27.10
Io direi che ognuno di noi possa stilare dei punti, su cui poi discutere e sviluppare una base da cui partire. Insomma per mettere il primo mattone bisogna essere d'accordo, anche se per adesso si è in pochi, visto che comunque questo discorso dovrebbe valere per tutti gli iscritti al forum.

VideoPromo
07-04-2008, 12.41.09
Stiamo trattando un discorso molto complesso.
"Creare un codice deontologico". Senza fretta innanzi tutto, abbiamo appena avviato questo nuovo forum, ci sono ancora delle parti da definire e risistemare...ma procede. Penso che per un discorso del genere dovrà passare almeno un'anno, prima di poter stilare un qualcosa. Le basi da mettere giù sono molto importanti, attorno ad esse bisognerà poi costruire quello che ci sti sta prefiggendo.

giovannire
08-04-2008, 11.23.53
Concordo con Gigi. Anche in azienda stiamo cercando di stilare un codice etico. Non è un lavoro facile. Richiede tanto tempo e dedizione.

Aver aperto una discussione, aver iniziato a dissipare dubbi e perplessità è un buon inizio. Continuiamo con calma, senza forzature. Arriveremo sicuramente alla definizione di qualcosa di uniforme anche se la mia paura è legata ad una sorta di discriminazione per chi non accetta determinate "regole" del nostro futuro codice etico.

Franz
08-04-2008, 13.23.44
Concordo con Gigi. Anche in azienda stiamo cercando di stilare un codice etico. Non è un lavoro facile. Richiede tanto tempo e dedizione.
Aver aperto una discussione, aver iniziato a dissipare dubbi e perplessità è un buon inizio. Continuiamo con calma, senza forzature. Arriveremo sicuramente alla definizione di qualcosa di uniforme anche se la mia paura è legata ad una sorta di discriminazione per chi non accetta determinate "regole" del nostro futuro codice etico.

Ho aperto la discussione perchè prima di stampare la relativa pagina sul mio catalogo volevo sentire il parere del forum, quindi non ho intenzione di forzare niente, ma solo di "collezionare" un buon numero di idee per poter considerare questioni che da solo ci metterei degli anni anche solo a percepire.


E poi non vorrei più superficiale di quello che sono, ma ho idea che molti quando pensano a questo codice pensano a qualcosa di simile per volume e complessità a quello della strada, o a quello civile.
Se leggi la mia firma digitale invece vi accorgete che non la penso cosi...

Io credo sempre che la complessità non aiuti in nulla...Ogni cosa nuova in questo mondo porta con se soluzioni, ma anche problemi ( e non lo dico io, ma un certo Popper) e credo che la tua preoccupazione sulla suscettibilità di qualcuno in merito a "discriminazioni" derivi dal fatto che ti sei accorto di questo nella discussione sui moderatori...


Quando penso ad un codice deontologico penso a poche elementari regole.

D'altra parte quanti sono i comandamenti?.....:)