giovannire
26-04-2008, 14.19.43
Molti di voi mi conoscono già, altri non hanno idea di chi sono. Mi sembra giusto e doveroso presentarmi bene nel forum che mi vede come amministratore. Non voglio farlo in prima persona. Ho paura di sembrare spocchioso. Verena di Pubblitek, quasi un anno fa aveva scritto questo articolo che non è mai stato pubblicato. L'ho ripescato dai miei archivi pronto ai vostri commenti.
IL RE DELLA COMUNICAZIONE
Giovanni Re: da studente di matematica a coordinatore dei training center Roland. Parte I: storia di un uomo nato per comunicare
È un fiume in piena: uno di quei fiumi dai mille affluenti e dall'estuario amplissimo. Scorrendo impetuoso nel suo letto trascina con sé tutto ciò che gli capita, per gettarsi infine nel mare aperto che lo accoglie, in quell'Oceano Blu che lui, con il suo impegno ed i suoi innumerevoli interessi, cerca costantemente di indicare a chi lo circonda.
Giovanni Re è, per così dire, il papà dei corsi Roland che oramai riscuotono successo non solo in l'Italia, ma, con i vari seminari proposti al pubblico, nel mondo intero. Ed è curioso che dei corsi o seminari, che nascono con il pretesto di insegnare agli operatori come sfruttare al meglio tutte le potenzialità dei macchinari Roland, suscitino l'interesse non solo dei clienti di questa nota azienda del mondo della comunicazione visiva, ma anche di chi si ritrova proprietario di macchinari prodotti dalle ditte della concorrenza. Per capire meglio il meccanismo che alimenta questo motore abbiamo intervistato la mente creatrice (e creativa) di questo fenomeno firmato Roland: Giovanni Re si racconta a Pubblitec.
Come spesso accade nelle carriere di molte persone, tutto ha inizio per caso, il quale, mescolato ad un pizzico di intraprendenza ed intuito porta, fra alti e bassi, a risultati a volte insperati ma molto soddisfacenti. Nel 1985 Giovanni Re è un giovane studente iscritto alla facoltà di matematica: accanto agli studi coltiva la sua passione per le arti grafiche utilizzando le tecniche classiche quali disegno ed illustrazione. Gli capita di dover creare un manifesto e di presentarne la bozza ad un'agenzia pubblicitaria: colpiti dal talento di questo giovane ragazzo, l'agenzia lo assume in seguito ad un colloquio. Re lascia gli studi ed incomincia a lavorare come grafico pubblicitario in quella che in realtà era una serigrafia, cartellonistica, insegnistica … – l'agenzia si occupava insomma di ciò che oggi definiamo, in senso ampio, comunicazione visiva. Naturalmente l'utilizzo del computer non era ancora ai livelli odierni, si lavorava a mano, vale a dire per i cartelloni pubblicitari e le insegne le lettere si disegnavano con carta gommata sul flex, le si tagliavano con il taglierino, le si spellicolavano –
da lì il passo ai trasferelli fu breve ed infine anche il computer prese il sopravvento in questo mondo che fino ad allora era davvero più o meno esclusivamente artigianale. Re continua la sua formazione in una tipografia/litografia, dove si occupa di prestampa e lavora con la reprocamera, ampliando la sua esperienza anche in fatto di camera oscura. Infine egli approda in una cartotecnica in qualità di responsabile di produzione: plastificazione, fustellatura, incollaggio, offset, 5° colore, verniciatura UV, sono all'ordine del giorno. Re dai mille interessi, Re che si lancia con passione nei lavori che apparentemente non hanno alcun minimo comun denominatore: "Alla fine ho cercato qual'era l'elemento comune in tutto questo, il perché della mia passione per la matematica, per la grafica, per la stampa, e, perché no, anche per la musica. È la comunicazione! Ho scoperto che era quella la mia forte passione: vi sono forme di comunicazione universali quali il disegno, la musica ed anche la matematica che in qualsiasi lingua sono sempre quelle, diverse fra loro ma tutte appartenenti ad un'unica, grande famiglia!"
Già prima che il computer incominciasse a diventare davvero indispensabile per rimanere al passo coi tempi, Re se ne interessa: alla ricerca di uno strumento di lavoro dalle potenzialità elevatissime che gli permettesse le più svariate applicazioni egli, pur andando controtendenza, scarta Macintosh e sceglie di lavorare con il PC. "Io cercavo il software: ero abituato a trattare la lettera come linee e curve l'unico software che mi consentisse di mettere un testo sul tracciato e convertire tutto in nodi era un programma appena lanciato sul mercato - CorelDRAW 1, della Corel Corporation canadese. E quindi nel '89 ho fatto un bel mutuo, ho comprato software, computer e tutto il necessario per iniziare questa nuova avventura", racconta Re con un filo di emozione ricordandosi quel momento di decisione importantissima nella sua vita. "Dentro il pacchetto c'era un cartoncino che recava scritto 'Partecipa anche tu al concorso di grafica: Corel World Design Contest'. E ho partecipato: tanto il cartoncino era lì, il disegno ce l'avevo già pronto e quindi ho spedito tutto in Canada. Era l'anno in cui avevo cambiato un sacco di cose nella mia vita, mi ero sposato, aspettavamo la prima figlia… Può immaginarsi la gioia nel ricevere un attestato che decretava la mia persona vincitore del concorso come primo d’Italia, accompagnato da un assegno di mille dollari!" Ma non finisce qui: poco dopo a Re viene comunicato che è stato giudicato quale secondo migliore grafico del mondo ed intasca un assegno da 5.000 dollari. "Ho deciso di fare shopping: computer, una stampante a colori a trasferimento termico - in quel periodo erano dei 'gioiellini' veramente incomprabili, incomprabili", ripete Re e continua ad illustrarci il suo successivo colpo di fortuna. "La Corel in quel periodo cercava un rappresentante in Italia: è così che io sono diventato per così dire la faccia italiana Corel. Con un collega ho aperto dunque a Roma un centro servizi il cui punto forte era l'assistenza tecnica ai clienti Corel." Durante i 7 anni di attività a Roma, Re ed il suo collega organizzano dei corsi:"La formazione non è stata mai abbandonata. Abbiamo messo in piedi dei corsi pratici sull'uso vero e proprio dei programmi Corel - non tanto improntati sul tecnico e sui file modifica, copia incolla, quanto piuttosto sulle applicazioni reali: qual'è il fine ultimo di chi utilizza il programma, qual è il lavoro che si vuoi realizzare, qual'è la strada adatta per ottenere il miglior risultato possibile. Organizzavamo le dimostrazioni pratiche con il supporto di periferiche di stampa e di taglio come i plotter Roland."
Nel 2003 la Corel decide di spostare tutti i suoi uffici a Londra e di chiudere quelli in Italia. Re si ritrova senza lavoro, ma non si perde d'animo: per prima cosa egli stila una lista di persone da contattare e sceglie come criterio di priorità il rapporto umano venutosi a creare con loro. "La prima persona che ho chiamato è stata proprio Picchio della Roland, il quale – ma guarda tu i casi della vita – mi disse:'Ti devo parlare pure io - vorrei organizzare dei corsi alla Roland'. Ci siamo messi d'accordo in 5 minuti. Non abbiamo mai parlato di soldi, anche perché io ho sempre visto il riscontro economico come una conseguenza di quello che uno fa … ".
Ed è così che inizia l'avventura del training center Roland, di cui parleremo nella prossima edizione di Pubblitec: un'avventura che da subito si è trasformata in un fenomeno apprezzato dai partecipanti. Non poteva essere diversamente – dietro le quinte si muove una persona alla continua ricerca di esperienze ed informazioni al fine di poterle poi trasmettere a chi la circonda: "Ho aperto un blog su Blogger, dove metto a disposizione di tutti ciò che vedo, imparo e vivo e le sensazioni che ne scaturiscono, con l'unico scopo di condividerle, in modo tale che chi vuol crescere o arricchirsi leggendo i miei resoconti possa farlo! Bisogna assolutamente tenere gli occhi aperti, carpire informazioni, aggiornarsi: per quel che mi riguarda, io non vado a letto la sera se non ho imparato qualcosa di nuovo - questo è un concetto che voglio trasmettere a tutti quelli che conosco perché alcuni si sono fermati o tendono a fermarsi strada facendo..."Questa è una palese dimostrazione del fatto che chi sfrutta in maniera intelligente la propria curiosità e la voglia di agire arriva lontano, molto lontano. Re è tornato da poco dall'America, dove ha assorbito come una spugna tutte le impressioni che lo hanno colpito ed incuriosito: "Ho seguito dei corsi sui LED: vorrei applicare questa tecnica alla stampa digitale – non so ancora come, ci sto lavorando, ma in qualche modo farò! Di idee da sviluppare ce ne sono tante, chi aspetta è perduto!"." Abbiamo promesso di presentare un personaggio particolare, un fiume in piena: Re non sta mai fermo, 1000 ne pensa, 2000 ne fa. Chiudiamo l'intervista chiedendo a Re tre caratteristiche fondamentali che distinguono una buona comunicazione: "Semplicità, eccellenza e si deve imprimere nella memoria." Tre caratteristiche che rispecchiano in pieno il Re della comunicazione.
Verena Benedetti
Disegni, dipinti, illustrazioni vettoriali, bitmap e 3D (http://picasaweb.google.com/artigianotecnologico/IllustrazioniGiovanniRe)
Giovanni Re Blog (http://www.giovannire.blogspot.com)
gre@rolanddme.com
IL RE DELLA COMUNICAZIONE
Giovanni Re: da studente di matematica a coordinatore dei training center Roland. Parte I: storia di un uomo nato per comunicare
È un fiume in piena: uno di quei fiumi dai mille affluenti e dall'estuario amplissimo. Scorrendo impetuoso nel suo letto trascina con sé tutto ciò che gli capita, per gettarsi infine nel mare aperto che lo accoglie, in quell'Oceano Blu che lui, con il suo impegno ed i suoi innumerevoli interessi, cerca costantemente di indicare a chi lo circonda.
Giovanni Re è, per così dire, il papà dei corsi Roland che oramai riscuotono successo non solo in l'Italia, ma, con i vari seminari proposti al pubblico, nel mondo intero. Ed è curioso che dei corsi o seminari, che nascono con il pretesto di insegnare agli operatori come sfruttare al meglio tutte le potenzialità dei macchinari Roland, suscitino l'interesse non solo dei clienti di questa nota azienda del mondo della comunicazione visiva, ma anche di chi si ritrova proprietario di macchinari prodotti dalle ditte della concorrenza. Per capire meglio il meccanismo che alimenta questo motore abbiamo intervistato la mente creatrice (e creativa) di questo fenomeno firmato Roland: Giovanni Re si racconta a Pubblitec.
Come spesso accade nelle carriere di molte persone, tutto ha inizio per caso, il quale, mescolato ad un pizzico di intraprendenza ed intuito porta, fra alti e bassi, a risultati a volte insperati ma molto soddisfacenti. Nel 1985 Giovanni Re è un giovane studente iscritto alla facoltà di matematica: accanto agli studi coltiva la sua passione per le arti grafiche utilizzando le tecniche classiche quali disegno ed illustrazione. Gli capita di dover creare un manifesto e di presentarne la bozza ad un'agenzia pubblicitaria: colpiti dal talento di questo giovane ragazzo, l'agenzia lo assume in seguito ad un colloquio. Re lascia gli studi ed incomincia a lavorare come grafico pubblicitario in quella che in realtà era una serigrafia, cartellonistica, insegnistica … – l'agenzia si occupava insomma di ciò che oggi definiamo, in senso ampio, comunicazione visiva. Naturalmente l'utilizzo del computer non era ancora ai livelli odierni, si lavorava a mano, vale a dire per i cartelloni pubblicitari e le insegne le lettere si disegnavano con carta gommata sul flex, le si tagliavano con il taglierino, le si spellicolavano –
da lì il passo ai trasferelli fu breve ed infine anche il computer prese il sopravvento in questo mondo che fino ad allora era davvero più o meno esclusivamente artigianale. Re continua la sua formazione in una tipografia/litografia, dove si occupa di prestampa e lavora con la reprocamera, ampliando la sua esperienza anche in fatto di camera oscura. Infine egli approda in una cartotecnica in qualità di responsabile di produzione: plastificazione, fustellatura, incollaggio, offset, 5° colore, verniciatura UV, sono all'ordine del giorno. Re dai mille interessi, Re che si lancia con passione nei lavori che apparentemente non hanno alcun minimo comun denominatore: "Alla fine ho cercato qual'era l'elemento comune in tutto questo, il perché della mia passione per la matematica, per la grafica, per la stampa, e, perché no, anche per la musica. È la comunicazione! Ho scoperto che era quella la mia forte passione: vi sono forme di comunicazione universali quali il disegno, la musica ed anche la matematica che in qualsiasi lingua sono sempre quelle, diverse fra loro ma tutte appartenenti ad un'unica, grande famiglia!"
Già prima che il computer incominciasse a diventare davvero indispensabile per rimanere al passo coi tempi, Re se ne interessa: alla ricerca di uno strumento di lavoro dalle potenzialità elevatissime che gli permettesse le più svariate applicazioni egli, pur andando controtendenza, scarta Macintosh e sceglie di lavorare con il PC. "Io cercavo il software: ero abituato a trattare la lettera come linee e curve l'unico software che mi consentisse di mettere un testo sul tracciato e convertire tutto in nodi era un programma appena lanciato sul mercato - CorelDRAW 1, della Corel Corporation canadese. E quindi nel '89 ho fatto un bel mutuo, ho comprato software, computer e tutto il necessario per iniziare questa nuova avventura", racconta Re con un filo di emozione ricordandosi quel momento di decisione importantissima nella sua vita. "Dentro il pacchetto c'era un cartoncino che recava scritto 'Partecipa anche tu al concorso di grafica: Corel World Design Contest'. E ho partecipato: tanto il cartoncino era lì, il disegno ce l'avevo già pronto e quindi ho spedito tutto in Canada. Era l'anno in cui avevo cambiato un sacco di cose nella mia vita, mi ero sposato, aspettavamo la prima figlia… Può immaginarsi la gioia nel ricevere un attestato che decretava la mia persona vincitore del concorso come primo d’Italia, accompagnato da un assegno di mille dollari!" Ma non finisce qui: poco dopo a Re viene comunicato che è stato giudicato quale secondo migliore grafico del mondo ed intasca un assegno da 5.000 dollari. "Ho deciso di fare shopping: computer, una stampante a colori a trasferimento termico - in quel periodo erano dei 'gioiellini' veramente incomprabili, incomprabili", ripete Re e continua ad illustrarci il suo successivo colpo di fortuna. "La Corel in quel periodo cercava un rappresentante in Italia: è così che io sono diventato per così dire la faccia italiana Corel. Con un collega ho aperto dunque a Roma un centro servizi il cui punto forte era l'assistenza tecnica ai clienti Corel." Durante i 7 anni di attività a Roma, Re ed il suo collega organizzano dei corsi:"La formazione non è stata mai abbandonata. Abbiamo messo in piedi dei corsi pratici sull'uso vero e proprio dei programmi Corel - non tanto improntati sul tecnico e sui file modifica, copia incolla, quanto piuttosto sulle applicazioni reali: qual'è il fine ultimo di chi utilizza il programma, qual è il lavoro che si vuoi realizzare, qual'è la strada adatta per ottenere il miglior risultato possibile. Organizzavamo le dimostrazioni pratiche con il supporto di periferiche di stampa e di taglio come i plotter Roland."
Nel 2003 la Corel decide di spostare tutti i suoi uffici a Londra e di chiudere quelli in Italia. Re si ritrova senza lavoro, ma non si perde d'animo: per prima cosa egli stila una lista di persone da contattare e sceglie come criterio di priorità il rapporto umano venutosi a creare con loro. "La prima persona che ho chiamato è stata proprio Picchio della Roland, il quale – ma guarda tu i casi della vita – mi disse:'Ti devo parlare pure io - vorrei organizzare dei corsi alla Roland'. Ci siamo messi d'accordo in 5 minuti. Non abbiamo mai parlato di soldi, anche perché io ho sempre visto il riscontro economico come una conseguenza di quello che uno fa … ".
Ed è così che inizia l'avventura del training center Roland, di cui parleremo nella prossima edizione di Pubblitec: un'avventura che da subito si è trasformata in un fenomeno apprezzato dai partecipanti. Non poteva essere diversamente – dietro le quinte si muove una persona alla continua ricerca di esperienze ed informazioni al fine di poterle poi trasmettere a chi la circonda: "Ho aperto un blog su Blogger, dove metto a disposizione di tutti ciò che vedo, imparo e vivo e le sensazioni che ne scaturiscono, con l'unico scopo di condividerle, in modo tale che chi vuol crescere o arricchirsi leggendo i miei resoconti possa farlo! Bisogna assolutamente tenere gli occhi aperti, carpire informazioni, aggiornarsi: per quel che mi riguarda, io non vado a letto la sera se non ho imparato qualcosa di nuovo - questo è un concetto che voglio trasmettere a tutti quelli che conosco perché alcuni si sono fermati o tendono a fermarsi strada facendo..."Questa è una palese dimostrazione del fatto che chi sfrutta in maniera intelligente la propria curiosità e la voglia di agire arriva lontano, molto lontano. Re è tornato da poco dall'America, dove ha assorbito come una spugna tutte le impressioni che lo hanno colpito ed incuriosito: "Ho seguito dei corsi sui LED: vorrei applicare questa tecnica alla stampa digitale – non so ancora come, ci sto lavorando, ma in qualche modo farò! Di idee da sviluppare ce ne sono tante, chi aspetta è perduto!"." Abbiamo promesso di presentare un personaggio particolare, un fiume in piena: Re non sta mai fermo, 1000 ne pensa, 2000 ne fa. Chiudiamo l'intervista chiedendo a Re tre caratteristiche fondamentali che distinguono una buona comunicazione: "Semplicità, eccellenza e si deve imprimere nella memoria." Tre caratteristiche che rispecchiano in pieno il Re della comunicazione.
Verena Benedetti
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